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Cosa cambia per gli Ogm in Italia, dopo l'ultimo Cdm

Ogm 29 luglio 2016

ROMA (Public Policy) - Il Mipaaf, ovvero il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, potrà "chiedere l'adeguamento dell'ambito geografico dell'autorizzazione all'immissione in commercio di un Ogm in modo che tutto il territorio nazionale o parte di esso sia escluso dalla coltivazione di tale Ogm" e potrà "adottare misure che limitano o vietano su tutto il territorio nazionale o su una parte di esso la coltivazione di un Ogm o di un gruppo di Ogm, definito in base alla coltura o al tratto, già autorizzati all'immissione in commercio".

Questo quanto prevede una bozza del dlgs sugli Ogm, di cui Public Policy ha preso visione, approvato in via preliminare nel corso dell'ultimo Consiglio dei ministri, e che attua un articolo della legge di delegazione europea 2014.

Già a ottobre del 2015 l'Italia si è avvalsa di questa possibilità, prevista dalla direttiva europea 2015/412, avvalendosi del periodo transitorio in cui gli Stati, pur non avendo ancora assorbito nel proprio ordinamento la direttiva, potevano decidere autonomamente se vietare o meno l'uso degli Ogm.

E difatti a ottobre 2015 il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, quello dell'Ambiente Gian Luca Galletti e della Salute, Beatrice Lorenzin, hanno inviato alla Commissione Ue le richieste di esclusione di tutto il territorio italiano dalla coltivazione di tutti gli Ogm autorizzati a livello europeo.

Ora, il dlgs sugli Ogm approvato in via preliminare del Consiglio dei ministri, rende questa possibilità "strutturale" recependo la direttiva nel nostro ordinamento.

Viene infatti inserito un intero nuovo titolo (il Titolo III-bis) nel decreto legislativo dell'8 luglio 2003, n. 224, dal titolo "limitazione e divieto di coltivazione di Ogm sul territorio nazionale".

Il Mipaaf, viene previsto dalla bozza di dlgs, nel corso della procedura per il rilascio dell'autorizzazione europea all'immissione in commercio di un dato Ogm, informa le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano circa la possibilità di presentare la richiesta di adeguamento dell'ambito geografico.

Queste avranno un mese di tempo dovranno rispondere chiarendo se intendono: dare la possibilità di coltivazione dell'Ogm sul proprio territorio; escludere parte del proprio territorio dalla coltivazione dell'Ogm; escludere tutto il proprio territorio dalla coltivazione dell'Ogm. Un eventuale silenzio verrà inteso dal Mipaaf come diniego totale della regione nell'uso dell'Ogm.

Il tutto verrà quindi comunicato all'Europa che non disporrà l'autorizzazione all'immissione dell'Ogm nelle zone di divieto.

Lo stesso Mipaaf, viene previsto dal dlgs, può adottare in autonomia dall'Europa misure nazionali che limitano o vietano la coltivazione di un dato Ogm nel territorio nazionale, una volta che questo sia autorizzato.

Queste misure potranno essere adottate con provvedimenti nazionali quando non si raggiunge l'accordo sull'adeguamento geografico con l'operatore economico che ha richiesto il rilascio dell'autorizzazione all'immissione in commercio di un dato Ogm, ovvero quando lo Stato membro, per qualsiasi ragione, non ha presentato la richiesta di adeguamento geografico. (Public Policy) VIC

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