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Il 31 luglio scade la penultima rata di finanziamento ai partiti

partiti 10 luglio 2015

ROMA (Public Policy) - Il 31 luglio 2015 scade la penultima rata di finanziamento ai partiti (dal 2017 la legge ne dispone la cessazione) e l'ufficio di presidenza della Camera è chiamato ad approvare due piani di ripartizione (per un totale di 16 milioni di euro nel 2015) : uno di contributi per le spese elettorali e uno per il cofinanziamento.

Ma c'è un problema: manca la certificazione dalla Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici (la cosiddetta commissione Calamaro) sui rendiconti dei partiti politici sui bilanci 2013.

La legge stabilisce che la certificazione da parte della commissione di garanzia sia propedeutica all'erogazione della rata del contributo pubblico. Durante l'ultimo ufficio di presidenza di Montecitorio, la presidente Laura Boldrini, viene raccontato, ha dunque dato mandato a Gianni Melilla (Sel) di approfondire sulle conseguenze giuridiche derivanti dalla mancata espressione del giudizio di regolarità in merito ai rendiconti 2013.

La Commissione di garanzia, viene riferito, ha scritto il 1 luglio all'Udp di non aver potuto effettuare i controlli sui rendiconti per mancanze nelle dotazioni. A quanto si apprende, avrebbe chiesto in particolare il supporto di esperti contabili.

Visto lo stallo, Boldrini, viene riferito, ha quindi scritto una lettera ai capigruppo in cui rileva come nella relazione della commissione di garanzia manchi un giudizio sui rendiconti dei partiti del 2013 e, quindi, l'ufficio di presidenza ha appunto dato mandato a Melilla di fare un approfondimento sulle conseguenze giuridiche di queste mancata certificazione.

Melilla, si apprende, riferirà gli esiti del suo approfondimento durante una riunione dell'ufficio di presidenza entro la fine del mese. (Public Policy) VIC

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