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IMU, ASSOPETROLI: IRRESPONSABILE L'IPOTESI DI COPERTURA CON ROBIN TAX

RIFORMA DEL CONDOMINIO 09 maggio 2013

(Public Policy) - Roma, 9 mag - Assopetroli, l'associazione
del settore del commercio dei carburanti e dei prodotti
energetici, boccia l'ipotesi di un aumento della cosiddetta
Robin Hood Tax che andrebbe a compensare il mancato gettuto
dall'abolizione dell'Imu sulla prima casa.

Franco Ferrari Aggradi, presidente di Assopetroli
Assoenergia, avverte: "Dopo che il Governo ed i maggiori
partiti che lo compongono ci hanno assicurato in campagna
elettorale la loro contrarietà ad ogni aumento di accisa sui
carburanti e la totale disapprovazione della Robin Tax
ipotizzandone l'eliminazione, tassa questa su cui la Corte
costituzionale continua a rinviare la decisione di
incostituzionalità della norma, si dovesse procedere ad un
aumento dell'addizionale Ires, che per il nostro settore è
già maggiorata rispetto agli altri comparti di ben 10,5
punti percentuali, per trovare la copertura all'eliminazione
dell'Imu, valuteremo forme di protesta adeguate".

Ferrari Aggradi, a nome di un settore che conta più di
mille aziende in Italia e provvede al 75% del fabbisogno
energetico del Paese, ha poi rimarcato: "Aumentare la
pressione fiscale solo su un settore produttivo del Paese,
non soltanto porterebbe le nostre imprese verso un punto di
non ritorno ma farebbe scappare gli investitori stranieri
dal nostro Paese".

"Ci auguriamo - ha concluso il presidente Assopetroli - che
il Governo proponga misure concrete e strutturali per
affrontare il tema Imu e non ricorra al solito bancomat
delle accise o peggio dell'inasprimento della tassazione".

ROBIN TAX, CONFINDUSTRIA ENERGIA: NO AD UN AUMENTO DELLA TASSA
(Public Policy) - Roma, 9 mag - In merito all'ipotesi di un
possibile aumento della Robin Hood Tax da parte del Governo
per finanziare la riduzione delle tasse sulla casa,
Confindustria Energia esprime la "più totale contrarietà"
perché non farebbe altro che aggravare una situazione già
molto critica per l'intero comparto energetico.

Confindustria spiega che il settore è stato già messo a
dura prova "dal crollo dei consumi, che ha portato alla
chiusura di raffinerie, a centrali elettriche che oramai
lavorano al 30-40% della capacità e con importanti ricadute
anche occupazionali".

C'è anche da dire, rimarca Confindustria Energia, che sulla
Robin Hood Tax si attende il giudizio della Corte
costituzionale che, ad un primo esame, non ha rigettato il
ricorso di alcuni operatori rinviando la decisione, e che
presenta evidenti profili di illegittimità come sostenuto da
importanti costituzionalisti.

Nella nota, Confindustria Energia auspica che con il 1°
gennaio 2014 venga confermata la decadenza dell'incremento
disposto dalla legge n. 148/2011 che "portò l'aliquota dal
6,5% al 10,5% per reperire le risorse necessarie
all'allentamento del patto di stabilità". (Public Policy)

SPE

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