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La legge sul 'negazionismo': cosa cambia e chi riguarda

ebrei 12 febbraio 2015

ROMA (Public Policy) - L'aula del Senato ha approvato in prima lettura il disegno di legge sul negazionismo con 234 voti favorevoli, 1 contrario e 8 astenuti. Il provvedimento - che dovrà ora essere esaminato dalla Camera - modifica l'articolo 3 della legge Reale sull'istigazione all'odio e al razzismo - rendendo punibile il reato solo nel caso in cui la condotta avvenga pubblicamente.

Viene prevista inoltre una aggravante di pena nei casi in cui la propaganda, la pubblica istigazione e il pubblico incitamento si fondino "in tutto o in parte sulla negazione della Shoah ovvero dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra" come definiti dallo Statuto della Corte penale internazionale.

Il disegno di legge modifica quindi la cosiddetta legge Reale "circoscrivendo la rilevanza penale alle sole condotte istigatorie commesse pubblicamente", spiega la relazione illustrativa. "Per assicurare una coerenza sistematica sul piano sanzionatorio", il disegno di legge riduce, poi, da 5 a 3 anni il limite massimo di pena previsto dal reato di istigazione a delinquere previsto dall'articolo 414 del codice penale.

La relazione illustrativa spiega che è stata "abbandonata l'ipotesi di un inserimento nel codice penale, attraverso modifiche all'articolo 414, di un'ulteriore condotta consistente nella negazione e nella apologia dei crimini di genocidio, contro l'umanità e di guerra", ritenendo una migliore soluzione "definire con maggiore precisione le condotte sottoposte ad incriminazione ai sensi della legge 13 ottobre 1975, n. 654, (la cosiddetta legge Reale), e dall'altro, rendere omogenea la risposta sanzionatoria ivi prevista con le pene riconducibili al reato di istigazione a delinquere di cui all'articolo 414 del codice penale". (Public Policy) NAF

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