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LOBBY, IL DDL SALTA SULLE NORME LEGATE ALLE DONAZIONI AI POLITICI /RETROSCENA

usa 05 luglio 2013

LOBBY, IL DDL SALTA SULLE NORME LEGATE ALLE DONAZIONI AI POLITICI /RETROSCENA

(Public Policy) - Roma, 5 lug - L'abolizione completa delle
donazioni ai politici per la campagna elettorale, e la
trasparenza totale, mediante pubblicazione dei nominativi,
su chi, lobbista iscritto all'albo, fa "erogazioni liberali"
ai partiti politici. Sono questi, a quanto si apprende, i
due punti della bozza di ddl per la regolamentazione delle
lobby che avrebbero provocato la decisione da parte del
Consiglio dei ministri di rinviare il provvedimento.

Una vera 'bomba' arrivata inaspettatamente nella riunione
dell'Esecutivo - secondo quanto si apprende, solo alcuni
ministri avevano il testo - e che dopo le perplessità
iniziali avrebbe indotto, quasi all'unanimità, i membri del
governo a scegliere, per ora, di non proseguire.

I ministri si sarebbero già divisi su un primo punto
problematico: l'obbligo per i "decisori pubblici" (ad
esempio politici membri del Governo o parlamentari, o
rappresentanti degli enti locali) di relazionare annualmente
sugli incontri avuti con i lobbisti. In caso di entrata in
vigore del ddl, infatti, ogni cittadino avrebbe la
possibilità di conoscere gli incontri avvenuti tra i
lobbisti e i politici o dirigenti pubblici.

Ma il nodo principale che ha portato ad accantonare il
testo è stato l'articolo 10 della bozza, che stabilisce "il
divieto di offrire al decisore pubblico qualsiasi tipo di
compenso o altra utilità, ovvero regali anche d'uso, di
valore superiore a 150 euro annui". Una norma pensata per
estendere anche ai politici quanto già previsto per legge
nel Codice di comportamento del decisore pubblico non
politico (come il direttore generale, o dirigente).

In sostanza, se applicata, questa norma vieterebbe agli
iscritti nell'elenco dei lobbisti la possibilità di regalare
qualsiasi tipo di "utilità" ai politici, tra cui biglietti
aerei, biglietti per partite e altro, superiori a 150 euro,
e rendere pubblici quelli inferiori.

Ma soprattutto porrebbe fine alla possibilità, per i
politici, di ricevere donazioni individuali per la campagna
elettorale. La legge attuale infatti prevede la possibilità
di fare regali anche a singoli candidati, senza limiti di
importo, a patto di garantire trasparenza, rendendo noti i
nomi dei donatori. Su questo aspetto c'è tuttavia
un'interpretazione per cui, per tutelare la privacy, i nomi
si possono anche non divulgare.

Il passaggio della bozza sulle lobby, sommato alle norme
sul finanziamento ai partiti in esame in Parlamento, avrebbe
dunque reso problematica anche un'altra forma di
fianziamento dell'attività politica.(Public Policy)

LEP

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