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UNIONE EUROPEA: 98 LE PROCEDURE D'INFRAZIONE ITALIANE /FOCUS

UE, ACCORDO CON LA GEORGIA PER UNA ZONA DI LIBERO SCAMBIO 23 maggio 2013

(Public Policy) - Roma, 23 mag - Sono 98 le procedure
d'infrazione a carico dell'Italia di cui 83 riguardano casi
di violazione del diritto dell'Unione e 15 attengono a
mancato recepimento di direttive.

È quanto si legge sul sito del dipartimento degli Affari europei,
che fa un elenco delle infrazioni suddiviso per settore: 31
infrazioni sono per materia ambientale - ed è il numero più alto
- seguono fiscalità e dogane con 11 infrazioni, lavoro e affari
sociali (8), appalti (7), trasporti (5), concorrenza e aiuti
di Stato e affari esteri (entrambi con 4 infrazioni),
energia, comunicazioni, libera circolazione delle merci,
libera circolazione delle persone, salute (con 3 procedure
di infrazione);

affari economici e finanziari, affari interni, giustizia,
pesca, libera prestazione dei servizi e stabilimento (2),
soltanto una procedura d'infrazione per ciascuno dei settori
relativi all'agricoltura, alla libera circolazione dei capitali,
alla tutela dei consumatori.

Nella maggioranza dei casi, l'Italia è stata messa in mora.
L'elenco può essere consultato su eurinfra.politichecomunitarie.it
che offre una sinossi di tutte le infrazioni con le
relative informazioni sulla materia, le ragioni delle
infrazioni, l'inadempienza e la fase.

Tredici di queste infrazioni sono per mancato recepimento;
le restanti 85 sono vere e proprie violazioni del diritto
comunitario. In sostanza il Parlamento ha scritto leggi in
contrasto con le norme comunitarie.

A tutt'oggi sono otto i tavoli di coordinamento istituti
dal dipartimento Affari europei che lavorano al recepimento
delle direttive attraverso decreti legislativi ai quali
collaborano tutti i ministeri e talvolta anche le Regioni.
Per quanto riguarda il potere di rivalsa del Governo sulle
Regioni che non recepiscono le direttive europee di loro
competenza - potere previsto dalla Finanziaria del 2007 -
l'Esecutivo non lo ha mai esercitato perché a oggi nessuna
sanzione è stata mai pagata a causa di inadempimenti
regionali.

Su 98 infrazioni aperte, di cui alcune anche molto vecchie,
soltanto una volta l'Italia ha dovuto pagare. Si trattava
della sentenza di condanna per gli aiuti di Stato sui
contratti di formazione lavoro.

Tra le infrazioni aperte, per gli affari interni, le condizioni
di accoglienza dei richiedenti asilo in Italia; per la materia
ambientale, la non corretta applicazione delle direttive sui
rifiuti per il controllo sulle discariche dei rifiuti; i rifiuti
in Campania; discariche di rifiuti in Italia; il trattamento
delle acque reflue; la normativa sulla caccia; qualità
dell'aria; la conservazione degli uccelli selvatici; il
rischio alluvioni; per gli appalti, le concessioni
idroelettriche; l'affidamento del servizio pubblico di
trasporto turistico del Comune di Roma; sempre in materia di
appalti è stata aperta una procedura per l'affidamento dei
servizi di intercettazione telefonica.

In materia di comunicazioni, la recente infrazione sulla
fornitura dei servizi accessori legati all'offerta
all'ingrosso del servizio di accesso alla rete fissa di
telecomunicazioni; in materia di fiscalità, infrazioni
aperte sulle disposizioni legislative relative alle accise
sul tabacco; trattamento d'Iva dei costi accessori quali
costi di trasporto, relativi ad invii di valore modesto; la
disciplina in materia di imposta di successione - regime dei
titoli di Stato; in materia di giustizia, il risarcimento
dei danni cagionati nell'esercizio delle funzioni
giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati; cattiva
applicazione della direttiva relativa all'indennizzo delle
vittime di reato; nel settore libera circolazione delle
merci, la commercializzazione dei sacchetti di plastica;

per la salute, la non corretta applicazione delle condizioni
minime per la protezione delle galline ovaiole; il mancato
recepimento di un codice comunitario relativo ai medicinali
di uso umano, al fine di impedire l'ingresso di medicinali
falsificati nella catena della fornitura legale.
Per la tutela dei consumatori, l'unica infrazione aperta
riguarda il cattivo recepimento della direttiva relativa ai
viaggi, vacanze e i circuiti tutto compreso.

Per l'energia, la non corretta trasposizione della
direttiva sul rendimento energetico. Per aggiustare la
posizione dell'Italia nei confronti dell'Ue, il prossimo
Consiglio dei ministri dovrebbe varare un provvedimento
d'urgenza. (Public Policy)

SAF

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