Airbnb, la nuova bozza: cedolare secca solo con meno di 3 case

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ROMA (Public Policy) – Stretta fiscale su Airbnb. Cambia la bozza del ddl Mibact allo studio del Governo (qui trovate la vecchia bozza). In base all’ultima versione, presa in visione da Public Policy, solo in caso di meno di tre immobili destinati alla locazione breve, ci sarebbe la possibilità di applicazione della cedolare secca al 21%. Nella ‘vecchia’ bozza, invece, si stabiliva che la disposizione di più di tre immobili destinati ad affitti brevi l’attività sarebbe stata considerata imprenditoriale con gli obblighi che ne sarebbero conseguiti in base al Codice civile.

Inoltre, nell’ultima bozza, si prevede che anche i proprietari di immobili destinati ad affitti brevi sono tenuti a pubblicare il codice identificativo nelle comunicazioni inerenti all’offerta e alla promozione.

Al momento l’obbligo è in capo a soggetti titolari delle strutture ricettive, soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare e i soggetti che gestiscono portali telematici (come Airbnb), mettendo in contatto persone in cerca di un immobile, o porzioni, con persone che dispongono di unità immobiliari, o porzioni, da locare.

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FRA