Abbiamo un problema sulla scuola. Se ne parla nel Milleproroghe

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di Sonia Ricci

ROMA (Public Policy) – Due canali: un concorso ad hoc per gli insegnanti diplomati magistrali (sostenuto dalla maggioranza di Governo) e, l’altro, la riapertura delle graduatorie a esaurimento (ma senza l’ok dell’Esecutivo). Queste due norme – che riguardano entrambe i docenti abilitati e diplomati, ovvero i precari delle scuola – sono contenute in due diversi decreti: il primo tema nel dl Dignità, approvato dal Parlamento a inizio agosto; il secondo nel dl Milleproroghe, ora all’esame della Camera.

Oltre al contenuto, a differenziare i due binari è il sostegno politico che c’è dietro. Il ‘salva’ maestre diplomate non solo è condiviso dal Governo (che lo ha inserito fin dalla bozza originaria) ma è stato approvato da entrambe le Camere. Il secondo canale, invece, è molto più spinoso e ha fatto discutere molto a Palazzo Madama. La riapertura delle Gae a diplomati magistrali, abilitati Pas e Tfa, laureati in scienze della formazione primaria era contenuta in un emendamento a firma Leu al Milleproroghe che un po’ inaspettatamente è stato approvato in Senato.

Un “errore”, così lo hanno definito molti senatori di maggioranza. L’emendamento, infatti, è stato approvato nonostante il Governo fosse contrario: durante il lavori dell’aula – in un momento di confusione, dove le votazioni procedevano molto speditamente – sia il relatore che il sottosegretario hanno “per sbaglio” dichiarato parere favorevole al testo e i senatori hanno votato di conseguenza, approvando la riapertura delle graduatorie. Ovviamente i sindacati – Anief in testa – e opposizioni hanno subito rivendicato la vittoria, ma non c’è voluto molto perché parlamentari della maggioranza (Lega in primis) ed esponenti dell’Esecutivo correggessero il tiro, annunciando di voler rimediare alla Camera.

L’intenzione, insomma, è quella di cancellare la norma a Montecitorio, dove i lavori inizieranno la prossima settimana. Una riapertura delle graduatorie significherebbe l’entrata di oltre 200mila nuovi insegnanti ma l’obiettivo del Governo è quello di utilizzare i concorsi e non più le vecchie graduatorie. Sul decreto, però, gravano i tempi di conversione e soprattutto la norma sui vaccini (che posticipa l’obbligo del certificato vaccinale per l’accesso all’asilo): questa, per evitare problemi burocratici, dovrebbe entrare in vigore prima dell’inizio dell’anno scolastico. Ma è difficile che ciò avvenga, anche a fronte della modifica della norma sulla scuola che allungherà i tempi di conversione.

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