Un mese all’ok al Programma di riduzione dell’inquinamento

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ROMA (Public Policy) –Tra poco più di un mese, entro il 30 settembre, il ministro dell’Ambiente dovrà elaborare e mettere in consultazione il primo Programma nazionale di controllo dell’inquinamento. Il piano è previsto dal dlgs entrato in vigore il 17 luglio scorso che ha recepito la cosiddetta direttiva Nec (National emission ceilings). L’obiettivo è stato citato dallo stesso ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, nel corso delle sue audizioni alle Camere sulle linee programmatiche del suo dicastero.

Più in generale la direttiva ha previsto degli obiettivi di riduzione – rispetto al 2005 – di alcuni dei principali inquinanti immessi in atmosfera: per il biossido di zolfo (So2) -35% dal 2020 al 2029 e -71% dal 2030; per ossidi di azoto (Nox) -40% dal 2020 al 2029 e -65% dal 2030; per i composti organici volatili non metanici (Covnm) -35% dal 2020 al 2029 e -46% dal 2030; per l’ammoniaca (Nh3) -5% dal 2020 al 2029 e -16% dal 2030; per il particolato fine (Pm2,5) -10% dal 2020 al 2029 e -40% dal 2030. Per il trasporto su strada gli impegni si applicheranno alle emissioni calcolate in base ai combustibili venduti.

Lo strumento attraverso il quale dovranno essere raggiunti gli obiettivi è proprio il Programma nazionale di controllo dell’inquinamento, nel quale il Governo dovrà elencare le azioni che dovranno essere messe in campo ed i relativi tempi di applicazione. Il programma, che dovrà essere aggiornato almeno ogni 4 anni, dovrà considerare “tutti i settori responsabili di emissioni interessate dagli impegni nazionali di riduzione, con particolare riferimento a trasporti, industria, agricoltura, energia e riscaldamento civile”. Nella selezione delle misure del programma dovrà essere valutata anche “la proporzionalità tra costi ed entità della riduzione delle emissioni attesa, garantendo priorità a quelle che assicurano una maggiore proporzionalità”. Inoltre, “nella selezione delle misure del programma per la riduzione delle emissioni di particolato fine si assicura priorità a quelle che hanno anche un effetto specifico sulle emissioni di black carbon“.

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NAF