Si va verso verso una riforma della governance Enea?

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ROMA (Public Policy) – Riformare la governance dell’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), facendola uscire una volta per tutte dal commissariamento. È lo scopo – in sintesi – di un nuovo emendamento al ddl collegato ambientale, presentato in commissione Ambiente al Senato, dal relatore Stefano Vaccari (Pd, nella foto). Il termine per la presentazione dei subemendamenti è stato fissato alle 14 di martedì.

Nello specifico l’emendamento aggiunge l’articolo 3-bis al ddl (“Istituzione dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – Enea”). Saranno organi dell’Enea: il presidente; il consiglio di amministrazione; il collegio dei revisori dei conti. L’Agenzia sarà vigilata del ministro dello Sviluppo economico.

Il presidente è il legale rappresentante dell’Enea – si legge nell’emendamento – la dirige e ne è responsabile”. Il cda è formato da tre componenti, incluso il presidente, ed è nominato con decreto del ministro dello Sviluppo economico per quattro anni, rinnovabili una sola volta. “I componenti – si legge ancora – sono scelti tra persone con elevata e documentata qualificazione tecnica e/o scientifica e/o gestionale nei settori di competenza dell’Enea”.

Entro sei mesi dalla nomina, il cda propone al Mise, “in coerenza con obiettivi di funzionalità, efficienza ed economicità lo schema di statuto e i regolamenti di amministrazione, finanza e contabilità e del personale. Con lo statuto – si legge – sono altresì disciplinate le modalità di nomina, le attribuzioni e le regole di funzionamento del Collegio dei revisori dei conti“.

Sarà un decreto ministeriale a stabilire la dotazione delle risorse umane, finanziarie e strumentali necessarie al funzionamento dell’Agenzia. “Nel quadro del complessivo riordino del sistema nazionale della ricerca, su proposta dell’Enea – si legge poi – sono individuate, con decreto del ministro dello Sviluppo economico, le risorse umane e strumentali funzionali allo svolgimento delle previste attività”.

Inalterate le funzioni dell’Enea, che sarà un ente di diritto pubblico “finalizzato alla ricerca e all’innovazione tecnologica, nonché alla prestazione di servizi avanzati alle imprese, alla pubblica amministrazione ed ai cittadini nei settori dell’energia, dell’ambiente e dello sviluppo economico sostenibile”. Previste anche specifiche funzioni di agenzia per l’efficienza energetica”. “In questo modo – spiega a Public Policy il relatore – togliamo dal commissariamento, che ormai durava da sette anni e che rischiava di diventare cronico, l’Enea”. (Public Policy) NAF