Com’è andato il primo Eurogruppo a guida Donohoe

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(Policy Europe / Public Policy) – Si è concluso venerdì pomeriggio il summit dell’Eurogruppo, ospitato a Berlino dalla presidenza tedesca del Consiglio Ue, ed è stata la prima riunione in presenza dei ministri finanziari dell’Eurozona da febbraio 2020, quando sono state introdotte le restrizioni Covid-19. L’appuntamento ha anche visto l’esordio alla presidenza di Paschal Donohoe, che ha assunto la funzione il 13 luglio 2020.

“I ministri – si legge in una nota – hanno proceduto a uno scambio di opinioni sull’attuale situazione economica nell’area dell’euro, hanno riesaminato l’azione politica a livello nazionale ed europeo e hanno esaminato le esigenze di ripresa che le economie potrebbero dover affrontare dopo la crisi della Covid-19. Hanno inoltre proceduto a uno scambio di opinioni sulla risposta della politica di bilancio nazionale e sulla posizione fiscale nel 2021″.

Nel formato regolare (con i soli ministri dell’Eurozona), l’Eurogruppo ha tenuto una discussione tematica “sui fattori di economia politica che facilitano l’introduzione delle riforme, massimizzano il loro impatto e garantiscono un impiego efficiente delle risorse pubbliche nel contesto della ripresa”. La discussione si è basata su una nota tecnica preparata dalla Commissione.

Nel formato inclusivo – con tutti i ministri delle Finanze dell’Ue – i partecipanti hanno invece “fatto il punto sui lavori in corso sui quattro flussi per l’ulteriore rafforzamento dell’Unione bancaria: Sistema europeo di assicurazione dei depositi (Edis), stabilità finanziaria, gestione delle crisi e una maggiore integrazione finanziaria transfrontaliera”.

Infine, hanno discusso la riforma del Trattato sul Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes), che prevede “l’introduzione di un dispositivo di sostegno al Fondo unico di risoluzione entro il 2023, una possibile introduzione anticipata del backstop e l’apporto di liquidità in risoluzione”,  (Policy Europe / Public Policy) PAM