Il ddl Anticorruzione (lo “Spazzacorrotti” M5s) torna alla Camera: ecco come

0
corruzione

di Fabio Napoli

ROMA (Public Policy) – Dal Daspo per i corrotti alla nuova figura dei cosiddetti “pentiti delle mazzette”; dagli agenti sotto copertura alle nuove norme sulla trasparenza delle donazioni ai partiti. Questi alcuni dei punti del ddl Anticorruzione (chiamato – dai 5 stelle – “Spazzacorrotti“), approvato in seconda lettura al Senato e che ora dovrà tornare alla Camera per l’approvazione definitiva entro Natale. Durante l’esame a Montecitorio il provvedimento è stato allargato – con le proteste delle opposizioni – al tema della prescrizione, con il previsto stop dopo il 1° grado di giudizio ma a partire dal 2020.

Nel passaggio parlamentare al Senato la maggioranza ha abrogato la norma che, di fatto, aveva indebolito il reato di peculato, inserita in aula alla Camera con un voto segreto e il parere contrario del Governo. La seconda parte del provvedimento contiene norme per la trasparenza delle donazioni ai partiti e delle fondazioni politiche.

STOP PRESCRIZIONE DOPO 1° GRADO. MA DAL 2020

La prescrizione si congela con la sentenza di primo grado o con il decreto di condanna. Il compromesso trovato nella maggioranza ha fatto sì che la riforma entri in vigore dal 1° gennaio 2020. “Il termine della prescrizione decorre – si legge – per il reato consumato, dal giorno della consumazione; per il reato tentarto, dal giorno in cui è cessata l’attività del colpelvole; per il reato permanente o continuato, dal giorno in cui è cessata la permanenza o la consumazione”.

continua –in abbonamento

@Naffete