Il Def in Parlamento: tante audizioni, poi il voto

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ROMA (Public Policy) – Lunga giornata di audizioni sul Def nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato: si inizia alle 9,15 con Anci, Upi e Conferenza delle Regioni e delle province Autonome, alle 10,30 tocca al Cnel e alle 11,30 – momento clou – è atteso il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Successivamente, dalle 14,30 fino a dopo le 20, riferiranno Istat, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Confindustria, R.ete. Imprese Italia, Confapi, l’Alleanza delle cooperative italiane, Confagricoltura, Cia-Agricoltori italiani, Coldiretti e Copagri. Questa settimana il Parlamento esaminerà sia il Documento di economia e finanza che la richiesta del Governo di fare maggior deficit (55 miliardi quest’anno e 24,6 il prossimo).

L’iter dei due provvedimenti procederà all’unisono: oggi e domani si terranno le audizioni, e sempre domani è atteso sia il parere che il voto in aula della risoluzione sul Def e di quella sullo scostamento. La pandemia di coronavirus ha avuto effetti devastanti sull’economia italiana, e il Def prevede un il Pil in discesa dell’8% nel 2020. Mai vista una recessione così profonda dalla fine della Seconda guerra mondiale. Il deficit schizza – a causa della necessità di finanziare i decreti Cura Italia e Aprile – al 10,4% quest’anno, e il rapporto debito/Pil sale al 155,7%. Previsto un rimbalzo del Prodotto interno lordo nel 2021 – +4,7% – ma il Def (che quest’anno è solo biennale vista la situazione) contiene due quadri previsionali. Nel meno roseo, in cui si prevede un’uscita dalla pandemia più lenta e un nuovo picco epidemico in autunno, si calcola che il Pil dovrebbe avere un’ulteriore frenata pari del 2,7%. In ogni caso, il Governo si ripromette, in manovra, di disinnescare le clausole di salvaguardia ancora esistenti e dunque di non aumentare l’Iva dal 2021. (Public Policy) PAM