Diffamazione, su le multe: più salate se colpiti i politici

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ROMA (Public Policy) – Multe più salate – anche oltre 75mila euro – per giornali (anche online), tv e radio condannati per diffamazione. È questo, a quanto si apprende, il contenuto di un emendamento presentato in commissione Giustizia al Senato dal relatore Arnaldo Lomuti (M5s) che punta a modificare il ddl a firma Forza Italia (Giacomo Caliendo) e aumentare le sanzioni già previste dal testo.

Nel dettaglio, la modifica prevede che le testate che diffamano dovranno pagare una sanzione da 10mila a 50mila euro (anziché da 5mila a 10mila euro, come prevede ora il ddl). Ma si potrà arrivare anche a 75mila euro nei casi in cui “l’offesa – si legge – consiste nell’attribuzione di un fatto determinato”.

Non solo, l’altra novità riguarda “l’offesa recata a un corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una autorità costituita in collegio”. Anche in questo caso le pene vengono aumentate ma sarà il giudice a decidere quanto.

Alla condanna consegue anche la pena accessoria, ovvero l’interdizione dalla professione di giornalista per un periodo da un mese a sei mesi.

In ogni caso resta il ‘salvagente’ legato alla rettifica: direttori e redattori, infatti, non potranno essere puniti nel caso in cui abbiano pubblicato o diffuso, prima dell’esercizio dell’azione penale, proprie smentite o rettifiche “idonee a riparare l’offesa ed eliminarne le conseguenze dannose”. (Public Policy) SOR