#Elezioni2018, le scelte dei partiti

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di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) – Si potrebbe citare, e non a sproposito, un noto commentatore delle gesta di Valentino Rossi (“Rossi c’è!”) per sintetizzare un fine settimana “devastante” (cit.). Che si è si è concluso in realtà lunedì sera, alle 20, quando è scaduto il termine per presentare gli elenchi dei listini plurinominali e i nomi dei candidati nei collegi uninominali.

Di nomi in realtà ce n’è già in abbondanza: dalla Direzione notturna del Pd alle scelte del centrodestra ‘unito’, passando per Luigi Di Maio che ha presentato lunedì mattina i candidati 5 stelle a Roma, gli appassionati di figurine possono star tranquilli.

PD E ALLEATI: CHI ENTRA, CHI ESCE

Come sempre lo sport può aiutare il cronista a raccontare la politica. Dunque, banalmente, si può partire dal cambio avvenuto al 90esimo in casa dem per raccontare il cosa, il dove e il perché: fuori (per propria scelta) Gianni Cuperlo, dentro il ministro per la Coesione territoriale Claudio De Vincenti.

Il luogo è il collegio uninominale (Camera) di Sassuolo, in provincia di Modena. Perché Cuperlo, uno dei leader della minoranza, ha rinunciato? Lo ha spiegato lui stesso su Facebook: “Partecipando alla Direzione del Pd, alle tre del mattino e con un sms di avviso di qualche minuto, mi sono trovato candidato nel collegio di Sassuolo. Ho scoperto di non essere l’unica figura precipitata in quelle terre di antica tradizione e insediamento della sinistra. Soprattutto ho capito che nessuno lo aveva anticipato ai militanti di lassù”. Quindi “a Sassuolo, lo spero, ci sarà un candidato che di quei luoghi si sentirà parte. Molto più di me. Come è giusto che sia”.

Non sappiamo se il romano De Vincenti, escluso inizialmente “per un’incomprensione” (Renzi), si sentirà parte o meno di quei luoghi, ma di sicuro la notizia avrà fatto piacere a quello che in queste prime settimane di campagna elettorale è stato una voce critica (ma molto vicina) al Partito democratico, Carlo Calenda.

“Qual è il senso di non candidare gente seria e preparata, protagonista di tante battaglie importanti come De Vincenti, Nesi, Rughetti, Tinagli, Realacci, Manconi? Spero che nelle prossime ore ci sia un ravvedimento operoso. Farsi del male da soli sarebbe incomprensibile”, ha infatti scritto sul suo social preferito (Twitter) il ministro dello Sviluppo economico, dopo aver appreso di alcune esclusioni eccellenti (non le uniche).

Ripescato De Vincenti, dicevamo, al posto di Cuperlo. Ed è l’unico tra i nomi citati da Calenda. Simbolico perché è proprio la minoranza Pd, anzi le minoranze Pd (Cuperlo, Orlando, Emiliano) ad aver abbandonato venerdì i lavori proprio per protesta contro le scelte del segretario e dei suoi (leggi: Lorenzo Guerini).

Fuori dunque sia il presidente uscente della commissione Ambiente (Realacci), sia il sottosegretario alla Pa (Rughetti), sia il presidente della commissione Diritti umani (Manconi). Niente riconferma anche per il presidente della commissione Difesa del Senato, Nicola Latorre.

Chi c’è, dunque, a partire dal premier e dai ministri: Paolo Gentiloni correrà a Roma1; Marianna Madia a Roma2, Maria Elena Boschi a Bolzano; Luca Lotti a Empoli; Pier Carlo Padoan a Siena; Graziano Delrio a Reggio Emilia; Dario Franceschini a Ferrara; Marco Minniti a Pesaro; Valeria Fedeli a Pisa. Tutti, comunque, con il paracadute nel proporzionale.

Anche dall’Europa (senza +) vengono a dare una mano al Pd: Gianni Pittella, capogruppo dei Socialisti e dei Democratici (S&D) al Parlamento europeo, è pronto a lasciare Bruxelles (candidato in Basilicata e a Salerno).

Gli alleati: Beatrice Lorenzin nel collegio uninominale di Modena; Pier Ferdinando Casini a Bologna; Gabriele Toccafondi a Firenze; Emma Bonino corre nel Lazio, a Roma. Poi c’è la società civile: Lucia Annibali in Emilia Romagna; i giornalisti Tommaso Cerno e Francesca Barra (il primo in Friuli e in Lombardia, la seconda a Matera).

Per gli appassionati, come dicevamo, ecco la lista completa.

M5S: ESPERIENZA “ENTUSIASMANTE”

“Sono eccelenze nei loro ambiti. Il nostro obiettivo nella prossimo legislatura è dare all’Italia il gruppo parlamentare migliore che abbia mai avuto. Quello che vi presento non è un gruppo di persone competenti, ma super competenti. Crediamo fortemente che si debbano mettere nelle politiche pubbliche testa e cuore e queste persone hanno questi due fattori”. Così Luigi Di Maio, candidato premier del Movimento 5 stelle, che lunedì mattina, a Roma, ha presentato i nomi M5s nei collegi uninominali (quelli del listino sono usciti dalle Parlamentarie che hanno ricandidato molti dei deputati e senatori uscenti).

“Vogliamo mettere le persone giuste al posto giusto. Per altri fare le liste è stata un’esperienza devastante“, ha aggiunto Di Maio, “per noi è stato entusiasmante. È stato stupendo vedere tante persone che non avevano partecipato ai lavori dei gruppi nel territorio che si sono fatte avanti”.

Eccoli, dunque, i nomi scelti con “entusiasmo”, a partire dal primo che ha già dovuto rinunciare: Rinaldo Veri, ammiraglio in pensione. La sua carica di consigliere comunale a Ortona, con una lista civica, è risultata infatti incompatibile con quella di candidato M5s (“Non ero al corrente della regola”, ha poi detto).

Gli altri: Maria Domenica Castellone, ricercatrice del Cnr di Napoli; Vincenzo Zoccano, presidente del Forum italiano della disabilità (a Trieste per la Camera); Mauro Coltorti, professore di geomorfologia all’Università di Siena; Cinzia Boniatti, sociologa; Paola Giannetakis, professoressa alla Link campus university di sciena delle tecnologia e discipline criminologiche; Gino Di Manici, cardiochirurgo; Mauro Vaglio, presidente ordine avvocati di Roma.

E ancora: Alessia D’Alessandro, esperta di politica ecoomica; Andrea Mura, velista (candidato nel collegio di Cagliari); Pierpaolo Sileri, professore all’Università di Tor Vergata e chirurgo (candidato al Senato nel collegio Roma Collatino); Ezio Roi, ex magistrato, già pretore a Imola e ora avvocato (candidato nel collegio di Ferrara-Imola-Bologna al Senato); Francesca Tizi, professoressa  di Diritto processuale civile all’Università di Perugia; Salvatore Caiata, imprenditore e presidente del Potenza Calcio; Patti L’Abate, economista dell’ambiente; Daniela Tisi, direttrice rete museali dei Sibillini; Marco Nardin, presidente giovani imprenditori di Confartigianato; Paolo Biancone, professore di Economia aziendale all’Università di Torino, (candidato nel collegio di Torino 3); Margherita Corrado, archeologa (candidata nel collegio di Crotone al Senato).

In lista anche Domenico Fioravanti, campione olimpionico (candidato a Torino 2 alla Camera) e Marco Montanari, ex osservatore Osce e consulente della Farnesina (candidato nel collegio di Parma al Senato).

Qui trovate la lista completa.

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