Eutanasia, e adesso? In Parlamento si attende e si parla

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ROMA (Public Policy) – Le commissioni Giustizia e Affari sociali alla Camera prima di riaprire il capitolo eutanasia/fine vita aspetteranno il deposito della sentenza della Consulta sul caso Dj Fabo, che dovrebbe avvenire non prima di 30 giorni.

Proprio nelle commissioni avevano iniziato il loro iter diverse pdl, che non sono mai riuscite ad arrivare in aula anche per le differenze di vedute all’interno dell’allora maggioranza composta da M5s e Lega. Anche il Pd, i mesi scorsi, si è caratterizzato per una differenza di posizioni al suo interno.

BUSINAROLO: NESSUN VIA LIBERA ALL’EUTANASIA

In attesa della pronuncia dei presidenti delle Camere per stabilire l’iter della legge sul fine vita, preoccupano i toni allarmistici di alcuni ambienti cattolici ai quali, con totale rispetto, voglio dire che nella decisione della Corte costituzionale non c’è niente che possa far pensare ad un via libera all’eutanasia e nemmeno all’abbrivio di una cultura meno rispettosa della vita. La sentenza è molto equilibrata e consente, in determinate circostanze, e solo in quelle, di rispettare la volontà di chi è colpito da una malattia incurabile; è ovvio che la legge sarà ispirata ai principi richiamati dall’Alta Corte e seguirà quei binari”.

Così, in una nota, la presidente della commissione Giustizia della Camera Francesca Businarolo, deputata M5s.

IL PD: RIPRENDIAMO L’ITER, SENZA TOCCARE LE DAT

“Non siamo più di fronte ad una ordinanza ma ad una sentenza della Corte costituzionale e non sorprende il contenuto, anche se oggi non sono ancora pubbliche le motivazioni. Con questa sentenza la Corte ha introdotto elementi nuovi, quali il ruolo dei comitati etici territoriali e l’esclusività delle strutture pubbliche. Va riconosciuta l’importanza della legge 219/17 basata sul consenso informato e sulla alleanza terapeutica, legge che consente già oggi di poter esprimere consapevolmente la volontà di interrompere, sospendere o non iniziare una cura o terapia garantendo che la persona non venga mai lasciata sola nel suo decorso terapeutico ma affidata alle cure palliative o sedazione profonda.  Riprenderemo l’iter alla Camera con rinnovato impegno per un nuovo testo che non includa modifiche alla legge sulle Dat”.

Lo dichiara in una nota la deputata democratica in commissione Affari sociali Elena Carnevali, della presidenza del gruppo.

Le fa eco Michele Bordo, vicepresidente del gruppo alla Camera: “La sentenza della Corte costituzionale sul caso Dj Fabo, che rende lecito l’aiuto al suicidio in presenza di alcune precise e circoscritte condizioni, è una grande conquista di civiltà e di libertà. Il Parlamento, come io stesso ho chiesto con insistenza a nome del Pd nelle commissioni competenti, avrebbe già dovuto in questo anno approvare una legge. Purtroppo le divisioni, innanzitutto tra M5s e Lega, non lo hanno consentito. Adesso però non possiamo più perdere tempo. La Consulta ha chiesto con ancora più forza al Parlamento di agire. E ci sono condizioni politiche indubbiamente migliori rispetto a un mese fa. La nuova maggioranza può e deve trovare una sintesi nel rispetto della linea tracciata dalla Corte costituzionale”.

DALLE PARTI DELLA LEGA

“La sentenza della Corte costituzionale sul suicidio assistito spalanca le porte al Far West. Al Parlamento dice che deve intervenire con una legge, ma nel frattempo lo scavalca di fatto anticipando quale debba esserne l’orientamento e assegnando al giudice di ogni singolo caso il potere di stabilire quando togliere la vita, o meno. Ricorda che la normativa su consenso informato e cure palliative deve essere rispettata, ma si guarda bene dal dire come, visto che la legge sulle cure palliative non è mai stata finanziata e non esistono reparti a ciò attrezzati”.

Così in una nota il vice capogruppo della Lega alla Camera, Alessandro Pagano.

“In altre parole, uno scaricabarile sul Servizio sanitario nazionale. In più, l’obiezione di coscienza, di cui la Consulta aveva parlato nell’ordinanza 207, è scomparsa completamente dai radar. Roba da pelle d’oca. Per noi – aggiunge Pagano – la vita è e resta sacra e inviolabile, il suicidio di Stato un’aberrazione e una sconfitta della civiltà giuridica. Alla Camera è pronta da mesi una nostra proposta di legge, di cui sono primo firmatario, per tutelare le persone più deboli e in difficoltà dalla prospettiva eutanasica da parte di terzi”.

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NAF