Export armi 2020, Egitto in testa: la relazione al Senato

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ROMA (Public Policy) – Sono cominciati mercoledì i lavori in commissione Difesa al Senato per il parere sulla “Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, anno 2020”. Sul documento c’è l’intenzione di svolgere un ciclo di audizioni, a partire dal segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli Armamenti, Nicolò Falsaperna, e da rappresentanti dell’Autorità nazionale-Uama (Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento). Nel corso delle audizioni ci sarebbe l’intenzione di ascoltare, tra gli altri, anche rappresentanti di Leonardo, di Aiad (Federazione aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza), di riviste specializzate del settore.

Illustrando il provvedimento, il relatore Massimo Candura (Lega) ha sottolineato il calo del fatturato da export nel periodo 2017-2020, la rilevanza del settore in termini di ricerca e sviluppo e quella strategica per l’influenza geopolitica rispetto ai Paesi destinatari. In questo senso, Candura rileva “incogruenza nelle scelte e mancanza di visione e pragmatismo nel perseguimento degli interessi del Paese che, pur presentandosi come una media potenza regionale, nel comparto Difesa può vantare un’industria di tutto rispetto”.

La Relazione del Governo contiene, fra gli altri, i dati analitici relativi al commercio degli armamenti autorizzati, la lista dei Paesi indicati nelle autorizzazioni e le revoche, aggiornati al 31 dicembre 2020. La Relazione dà innanzitutto conto delle 11 ispezioni svolte nel corso del 2020 da parte dell’Uama (in diminuzione rispetto al 2019, anche a causa della pandemia, che ha imposto procedure ispettive da remoto) nei riguardi di società attive nel settore, che hanno portato a sanzioni pecuniarie per le irregolarità riscontrate per un valore di 26.668 euro, in diminuzione rispetto ai 113.339 euro dell’anno precedente.

Fra i Paesi destinatari delle esportazioni italiane nel 2020 l’Egitto figura ancora al primo posto, come già nel 2019, con 991,2 milioni di euro in aumento rispetto agli 871,7 milioni di euro dell’anno precedente. Solo nel 2018 L’Egitto, con 69,1 milioni di euro di acquisti, si collocava al decimo posto fra i principali partner commerciali dell’Italia in questo comparto. A seguire, compaiono gli Stati Uniti con 456,4 milioni di euro (in aumento rispetto ai 306,1 milioni del 2019), il Regno Unito con 352 milioni di euro (in diminuzione rispetto ai 419,1 milioni di euro del 2019), il Qatar con 212,2 milioni di euro (in vistoso aumento rispetto ai 17,4 milioni del 2019), la Germania con 197,6 milioni di euro (in lieve diminuzione rispetto ai 213,6 milioni del 2019), e poi la Romania con 169,6 milioni, la Francia con 154,5 milioni, il Turkmenistan con 149,5 milioni, l’Arabia Saudita con 144,4 milioni, la Corea del Sud con 134,8 milioni e gli Emirati Arabi Uniti con 117,6 milioni.

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GIL