Flat tax, i conti della Lega: 3,5 miliardi per regime forfettario al 15%

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ROMA (Public Policy) – Tre miliardi e mezzo di euro, dal 2019, da reperire con la riduzione (salvo alcune eccezioni) dell’1% “di tutte le dotazioni finanziarie di parte corrente del bilancio dello Stato”. È questa la copertura finanziaria trovata (finora) dalla Lega nel disegno di legge che prevede l’estensione del regime minimo/forfettario con aliquota al 15% per tutte le partite Iva fino ad un volume d’affari di 100mila euro. Per le start up, inoltre, la proposta del Carroccio stabilisce un’aliquota fissa al 5% per 3 anni, estesa a 5 anni per gli under 35 e gli over 55.

Dunque la quantificazione dell’onere, pari a 3,5 miliardi di euro, è contenuta, per il momento, nel testo di due progetti di legge depositati – come riportato da Public Policy – poco prima della pausa estiva a Palazzo Madama e a Montecitorio, a prima firma rispettivamente di Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari. È tuttora in corso, comunque, il dibattito sull’inserimento delle misure all’interno della prossima Manovra.

Non rientreranno nei tagli, in ogni caso, le spese relative a missioni su “diritti sociali, politiche sociali e famiglia, politiche per il lavoro, tutela della salute, difesa e sicurezza”. E, anche, quelle relative agli oneri inderogabili previsti dalla legge di contabilità e finanza pubblica, come le cosiddette spese obbligatorie, ossia quelle relative al pagamento di stipendi, assegni, pensioni e altre spese fisse, le spese per interessi passivi, quelle derivanti da obblighi comunitari e internazionali, le spese per ammortamento di mutui e quelle così identificate per espressa disposizione normativa. (Public Policy) IAC