Giochi, dov’è finito il logo “No slot”?

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ROMA (Public Policy) – Più di un anno fa la legge di conversione del decreto Dignità aveva introdotto il logo “No slot”, un logo che i Comuni possono rilasciare ai titolari di pubblici esercizi o di circoli privati che eliminano o si impegnano a non installare videolottery e slot machine.

L’attuazione era rimandata a un dm del Mise, su proposta dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave. Il dm avrebbe disciplinato le condizioni per il rilascio e la regolamentazione dell’uso del logo e sarebbe stato adottato entro il 12 febbraio 2019. Otto mesi dopo, l’iter di adozione del decreto procede lentamente.

A luglio 2019 la Conferenza Unificata aveva chiesto una clausola di salvaguardia sulle norme già adottate in materia da Regioni e Province autonome. Tale richiesta era stata accolta nello schema di decreto inviato dal Mise al Consiglio di Stato il 2 agosto.

Nel parere espresso a fine settembre, invece, il Consiglio di Stato pone l’accento sulla necessità di un costante monitoraggio sull’uso dello stesso logo. Inoltre, nelle osservazioni, si invita a prevedere che la segnalazione – fermo restando l’immediato utilizzo del logo – venga inoltrata telematicamente allo Sportello unico del Comune competente senza richiamare la disciplina dettata per la Scia.

Resta dunque da vedere come adesso il Mise recepirà le indicazioni di Palazzo Spada(Public Policy) MDV