ROMA (Public Policy) – La legge di Bilancio prosegue il suo iter in Senato. L’approdo in aula, inizialmente previsto per lunedì, è ormai rinviato dato che in commissione Bilancio non sono ancora iniziate le votazioni. Sul tavolo della 5a non ci sono solo gli emendamenti segnalati, ma anche il nuovo pacchetto di emendamenti del Governo e le riformulazioni depositate la scorsa settimana.
Sabato scorso è scaduto il termine per i subemendamenti ai ritocchi proposti dall’Esecutivo. Tra questi figurano la proposta di Fratelli d’Italia di allargare le detassazione degli aumenti contrattuali inserita in Manovra estendendola agli aumenti retributivi erogati nel 2026 in relazione ai “rinnovi contrattuali sottoscritti entro il 31 dicembre 2026” e quindi non più solo – come prevede la legge di Bilancio – ai rinnovi sottoscritti nel 2025 e nel 2026, ma anche a quelli precedenti a cui si applicherebbe un’imposta sostitutiva del 5% per i redditi fino a 28mila euro.
Il subemendamento di Fratelli d’Italia, inoltre, mira anche ad ampliare ulteriormente la platea di beneficiari prevedendo un’imposta sostitutiva del 10% per i redditi tra i 28mila e i 35mila euro.
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