Imprese&Lavoro, per ora la Fornero resta nel cassetto

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di Francesco Ciaraffo

ROMA (Public Policy) – Per ora le bandiere rimangono nei cassetti.

Inutile scorrere le circa 540 proposte di legge già presentate a Camera e Senato: i manifesti delle forze che hanno vinto le ultime elezioni, Lega e M5s, non si troveranno. Niente reddito di cittadinanza nè revisione (cancellazione?) della legge Fornero.

Troppo delicata la fase politica in vista della formazione del Governo. Anche perché proprio il reddito di cittadinanza, la bandiera elettorale del M5s, e la revisione della normativa sulle pensioni, cavallo leghista, sono al centro della trattiva per un’eventuale convergenza verso Palazzo Chigi per il partito guidato da Salvini e il Movimento capeggiato da Di Maio.

Dai cassetti della scorsa legislatura, però, sono uscite molte proposte già avanzate e che ora rivengono messe sul tavolo. Vediamo i dettagli:

PENSIONI: PROPOSTE SHOCK ANCORA NEL CASSETTO

Sicuramente la previdenza è uno dei temi caldi. Come detto, la controriforma della legge Fornero è stata al centro della campagna elettorale e ora anima il dibattito in vista della formazione del Governo. Proposte shock al momento non ce ne sono.

Tra i più attivi, c’è Antonio De Poli, confermato senatore tra le fila di Noi con l’Italia-Udc. Suoi i ddl per aumentare il trattamento minimo di pensione per i coltivatori diretti, i coloni, i mezzadri e gli imprenditori agricoli; disposizioni in materia di trattamenti pensionistici dei lavoratori del settore ferroviario; norme sulla facoltà di rinunzia all’accredito contributivo presso l’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti o le forme sostitutive ed esclusive della medesima, da parte dei lavoratori dipendenti del settore privato e autonomi che abbiano maturato il diritto alla pensione di anzianità con il sistema retributivo; interventi sui cumuli tra trattamenti pensionistici ai superstiti e redditi del beneficiario, e disposizioni per l’incremento della pensione sociale e dell’assegno sociale.

Molta attenzione anche agli interventi per le fasce più deboli. Le senatrici Juliane Unterberger e Renate Gebhard (entrambe Svp) hanno proposto, in testi differenti, interventi in favore delle madri lavoratrici in materia di età pensionabile. Ancora Gebhard punta a intervenire sull’estensione del diritto ai trattamenti pensionistici di reversibilità ai conviventi di fatto.

Lotta alle pensioni d’oro, invece, per Fratelli d’Italia. Proprio la leader, Giorgia Meloni, presenta, come aveva fatto nella scorsa legislatura, una pdl in materia di pensioni superiori a dieci volte l’integrazione al trattamento minimo Inps. Il ‘vecchio’ testo puntava a stabilire che le pensioni eccedenti “il valore di oltre dieci volte la pensione minima siano ricalcolate e corrisposte secondo il sistema contributivo, di modo che, oltre tale importo, i soggetti interessati percepiscano una differenza in proporzione solo ed esclusivamente a quanto da loro effettivamente versato agli enti pensionistici durante il loro percorso lavorativo”.

A firma Pd, invece, con Antonella Incerti, la proposta in materia di contributi previdenziali, rivalutazione del montante contributivo individuale, calcolo delle pensioni erogate dalla Gestione separata, nonché istituzione della pensione di base e delega al Governo per la sua applicazione agli iscritti agli enti previdenziali privatizzati e ai liberi professionisti.

La Lega, ancora, punta a intervenire in materia di limiti alla cumulabilità dei trattamenti pensionistici ai superstiti con i redditi del beneficiario (la prima firma è di Massimiliano Fedriga).

Da tenere sicuramente d’occhio la pdl a firma Paolo Russo (Forza Italia) su “disposizioni concernenti l’adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita”.

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@fraciaraffo