Ddl Isole minori, tutte le novità approvate in commissione

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isole minori salvagente

ROMA (Public Policy) – Dall’allargamento del campo di applicazione della legge quadro alle isole lacustri e lagunari alla ridefinizione delle risorse a disposizione; dall’aumento delle linee di azione che sarà possibile finanziare alla riscrittura dell’articolo sui presidi sanitari. Molte le novità introdotte nel ddl per lo sviluppo delle isole minori durante la seduta notturna di lunedì, che si appresta ad essere esaminato dall’aula.

In primo luogo è cambiata la dotazione finanziaria del provvedimento. Dopo il parere della commissione Bilancio il previsto incremento di 100 milioni annui a decorrere dal 2019 del Fondo per lo sviluppo delle isole minori si è ridotto a 10 milioni annui dal 2020. Nasce invece un nuovo Fondo per il finanziamento degli interventi previsti dal Documento unico di  programmazione isole minori (Dupim), con una dotazione di 20 milioni annui dal 2019 al 2024.

Passando al resto del provvedimento, con riguardo alle modifiche all’articolo 2, gli emendamenti approvati hanno  aggiunti diverse misure che possono essere finanziate e promosse attraverso la legge quadro per lo sviluppo delle isole minori. Tra le novità, la possibilità di finanziare anche: interventi di sviluppo di sistemi di accumulo di energia volti a bilanciare le variazioni di carico elettrico; interventi di efficienza energetica del patrimonio immobiliare pubblico e privato; reti intelligenti di distribuzione dell’energia (smart grids) volte ad incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili; sistemi di elettrificazione delle banchine (high- voltage shore connection) alimentati preferibilmente da fonti rinnovabili; la promozione dell’uso di motori elettrici e ibridi per le imbarcazioni da diporto; l’utilizzo di campi di ormeggio compatibili con l’habitat della prateria di Posidonia oceanica; la salvaguardia della flora e della fauna locali; la prevenzione del randagismo; interventi per la realizzazione o l’adeguamento degli impianti di depurazione delle acque reflue urbane e del sistema fognario, favorendo anche il recupero delle acque depurate nonché il trattamento e il recupero dei fanghi prodotti.

Eliminata poi, come chiesto dalla commissione Difesa, la possibilità di provvedere alla rideterminazione delle eventuali servitù militari attraverso la legge quadro.

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NAF