L’Istat (ovviamente) difende la mappa dei nuovi collegi

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ROMA (Public Policy) – Nella mappatura dei nuovi collegi elettorali, come previsto dal Rosatellum bis, la commissione di esperti “ha rispettato l’omogeneità territoriale e la continuità“.

A dirlo, in audizione in commissione Affari costituzionali alla Camera, il presidente di Istat, Giorgio Alleva, che ha presieduto la commissione di esperti che ha messo a punto il decreto legislativo sui collegi elettorali, attuativo del Rosatellum bis.

“Dove possibile – ha spiegato Alleva nel suo intervento – sono stati confermati i collegi uninominali Senato del 1993. In caso di mancato rispetto delle soglie demografiche” ci sono stati “interventi minimi spostando singoli comuni o tenendo conto omogeneità economico-sociale e storico-culturale”.

Nella messa a punto dei nuovi collegi – ha aggiunto – “è stata decisa all’unanimità una proposta di definizione dei collegi“. Il tempo è stato “limitato” ma “c’è stato un grande impegno da parte di tutti, e la qualità dibattito è stato elevato”. L’approccio “conservativo” scelto – ha specificato – “non è stato dettato dei tempi ristretti”.

Il presidente dell’Istat ha poi assicurato che sono stati rispettati “i principi e i criteri della delega: i collegi che combaciavano come quelli del Senato del ’93 sono stati confermati e in casi di coincidenza è stato rispettato il criterio demografico con interventi minimi, tenendo conto delle caratteristiche socio-economiche e storico-culturali” ed è stato tenuto conto che “ci fosse compattezza nei collegi con prossimità reciproca della popolazione. La continuità territoriale, quindi, è stata assicurata garantendo un perimetro in comune”. (Public Policy)

SOR