ROMA (Public Policy) – Sarebbero potute arrivare, con l’emendamento depositato martedì dal Governo alla legge di Bilancio e poi successivamente ritirato e cambiato, modifiche in materia di pensioni per chi avesse maturato i requisiti dopo il 2030, sia in materia di finestra mobile per la decorrenza del trattamento pensionistico – che si sarebbe allungata progressivamente sempre più – sia sul valore del riscatto della laurea ai fini dell’anzianità per la pensione anticipata – il cui valore sarebbe andato progressivamente riducendosi negli anni a venire.
Rispetto all’attuale previsione di finestra mobile di tre mesi per la decorrenza del trattamento pensionistico, l’emendamento del Governo puntava a mantenere la decorrenza a 3 mesi sei i requisiti “sono maturati entro il 31 dicembre 2031”. Con lo stesso emendamento si prevedeva però che il trattamento pensionistico decorresse “trascorsi quattro mesi dalla data di maturazione dei requisiti, se gli stessi sono maturati entro il 31 dicembre 2033; trascorsi cinque mesi dalla data di maturazione dei medesimi requisiti se gli stessi sono maturati entro il 31 dicembre 2034; trascorsi sei mesi dalla data di maturazione dei medesimi requisiti se gli stessi sono maturati a decorrere dal 1° gennaio 2035″.
Inoltre, si prevedeva che, dal 1° gennaio 2031, ai soli fini della maturazione del diritto al pensionamento anticipato, non concorrano, nella misura di 6 mesi di anzianità contributiva per i soggetti che maturano i requisiti nell’anno 2031, le anzianità contributive riscattate con riferimento ai corsi legali di studio universitario a seguito dei quali siano stati conseguiti i diplomi.
E la stretta sul riscatto della laurea si sarebbe fatta più stringente negli anni a venire: – 12 mesi per chi matura i requisiti per la pensione anticipata nel 2032, – 18 mesi per chi li maturano 2033, – 24 mesi nel 2034 e -30 mesi per chi li matura dall’anno 2035, l’equivalente di 2 anni e mezzo di contribuzione.
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