Manovra, tutte le modifiche su imprese, lavoro e welfare

0
operai industria imprese

ROMA (Public Policy) – Di reddito di cittadinanza e pensioni se ne parlerà al Senato. Le due norme principali per la voce Lavoro&imprese, anzi, di tutta la manovra, restano al momento fuori dal testo. Rimangono i due fondi (6,7 miliardi nel 2019 e 7 miliardi dal 2020 per il superamento della riforma Fornero e il pensionamento con quota 100 e 9 miliardi per il reddito di cittadinanza) e si capirà solo in futuro il funzionamento delle norme.

Ma l’iter alla Camera ha comunque arricchito il capitolo Imprese&Lavoro con molte norme. Si va dal taglio dell’Imu per i capannoni alla definizione della percentuale di iperammortamento fino alla proroga del bonus formazione 4.0. Ricco anche il capitolo dedicato a welfare e famiglie (con la proroga ed estensione del congedo obbligatorio per i papà).

Vediamo tutte le novità nel dettaglio:

SÌ NORMA ANTI ABUSI PER FLAT TAX

Arriva una norma per contrastare possibili abusi della flat tax al 15% per le partite Iva con ricavi o compensi sotto i 65mila euro. Lo prevede uno degli emendamenti del Governo alla legge di Bilancio approvato in V commissione alla Camera.

La modifica punta a inserire tra gli esclusi dal regime agevolato anche “le persone fisiche nei casi in cui l’attività sia esercitata prevalentemente” nei confronti di datori di lavoro con i quali il soggetto ancora lavora o ha lavorato nei due anni d’imposta precedenti. L’esclusione riguarda anche i casi in cui i rapporti di lavoro erano o sono intrattenuti nei confronti di soggetti “direttamente o indirettamente riconducibili” al vecchio datore di lavoro. Per lo stesso motivo, cioè evitare possibili abusi, una seconda proposta di modifica interviene su “imprenditori individuali ed esercenti arti e professioni” che dal 2020 potranno beneficiare della flat tax al 20% per i redditi tra i 65mila e i 100mila euro l’anno.

TAGLIO IMU SU CAPANNONI SALE A 40%

Il taglio dell’Imu sui capannoni sale dal 20% al 40%. Lo prevede uno degli emendamenti dei relatori alla legge di Bilancio approvato in V commissione alla Camera. La modifica, nello specifico, punta a stabilire che “l’imposta municipale propria relativa agli immobili strumentali è deducibile ai fini della determinazione del reddito di impresa e del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni nella misura del 40%”. La misura costa poco più di 290 milioni nel 2020 e circa 167 dal 2021. Le risorse sono a valere sul Fondo per l’attuazione del programma di Governo.

continua – in abbonamento

FRA