Milleproroghe, c’era una norma ‘stop trivelle’. Poi stralciata

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trivelle idrocarburi

ROMA (Public Policy) – Stop “su tutto il territorio nazionale” al “conferimento di nuovi permessi di prospezione o di ricerca ovvero di nuove concessioni di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi“. Lo prevedeva una prima bozza del decreto Milleproroghe, presa in visione da Public Policy, in preparazione per il Consiglio dei ministri.

La norma sullo stop è poi stata tolta dal testo finale del Milleproroghe approvato mercoledì dal Cdm.

COSA PREVEDEVA LA NORMA

La norma stabiliva che il ministero dello Sviluppo economico rigettasse “le istanze relative ai procedimenti di rilascio delle concessioni per la coltivazione di idrocarburi pendenti alla data di entrata in vigore” del dl “il cui provvedimento di conferimento non sia stato rilasciato entro la data di entrata in vigore” dello stesso Milleproroghe.

Le concessioni di coltivazione, anche in regime di proroga, ad oggi vigenti “mantengono la loro efficacia sino alla scadenza” ma “non sono ammesse nuove istanze di proroga“.

E ancora, la bozza prevedeva che “le attività di prospezione o di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi, già sospese per effetto” del dl Semplificazioni del 2018 “sono definitivamente interrotte, fermo restando l’obbligo di messa in sicurezza dei siti interessati dalle stesse attività”. Infine, si puntava a cancellare l’articolo 11-ter del dello stesso decreto Semplificazioni che aveva previsto il Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee. (Public Policy) FRA-GAV