Le mozioni sulle uova, in commissione alla Camera

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ROMA (Public Policy) – Prevedere che le confezioni e i cartoni posti in vendita al consumatore finale rechino visibile l’indicazione del Paese di origine delle uova, perchè il solo codice alfanumerico non è sufficente. Introducendo, anche, l’obbligo della marchiatura nel luogo di produzione. Sono questi i principali impegni all’Esecutivo, presenti in alcune mozioni depositate alla Camera, sui cui sta lavorando la commissione Agricoltura.

La scorsa settimana è proseguito l’iter della discussione degli atti di indirizzo al Governo: a tre mozioni parlamentari già calendarizzate in XIII commissione alla fine dello scorso anno, firmate da M5s, FdI e Lega, si è aggiunta anche quella di FI.

Se c’è una volonta comune delle forze di maggioranza e opposizione, che è quella di non prevedere casi di esonero dagli obblighi di timbratura presso l’azienda di produzione per tutte le uova destinate a qualsiasi uso, le mozioni contengono anche altri impegni al Governo, non tutti del medesimo tenore.

Per esempio, FdI è l’unica forza che chiede la modifica del dm 11 dicembre 2009, l’atto ministeriale che disciplina la commercializzazione per le uova da consumo, per estendere l’esenzione dagli obblighi di marchiatura in favore dei produttori che hanno fino a 100 galline ovaiole (oggi è previsto per chi ne abbia fino a 50 e le vende al consumatore nel luogo di produzione o nell’ambito della regione di produzione, in un mercato pubblico locale o a domicilio).

Il M5s vorrebbe, invece, che il Governo intervenisse nel decreto per “escludere l’esenzione dagli obblighi di timbratura accordata agli operatori che effettuano consegne dal sito di produzione direttamente all’industria alimentare”. Un altro impegno, oltre a quello di intervenire in sede Ue per obbligare senza esenzioni la timbratura nell’azienda di produzione, è quello di adottare iniziative per prevedere che le confezioni vendute al consumatore finale “rechino visibile l’indicazione del Paese di origine delle uova”.

La Lega, che sottoscrive l’obbligatorietà di marchiare le uova solo nei luoghi di produzione, chiede di intervenire anche in materia controlli. Per il Carroccio, infatti, è necessario garantire che i controlli, “a fronte di una crisi sulla sicurezza alimentare, previsti su uova e ovoprodotti nazionali vengano estesi, nel rispetto della normativa Ue, anche a quelli importati e che vengano sottoposti a vincolo sanitario se utilizzati, in particolare, dall’industria” alimentare.

Infine, dal lato delle richieste di Forza Italia, si chiede di valutare la possibilità di introdurre sgravi fiscali o contributi “per l’acquisto di macchinari adibiti alla timbratura, almeno per alcune tipologie di allevatori con aziende di piccola e media dimensione”.  Ma anche di garantire che non entrino nel nostro Paese, come già prevede l’articolo 11 del decreto sulla commercializzazione per le uova da consumo, le uova prodotte in altri stati Ue o extra Ue che non siano state marchiate nel paese d’origine con il codice del produttore. (Public Policy) IAC