Pos non Pos, ecco la “soluzione” individuata in Manovra

0

ROMA (Public Policy) – Entro marzo 2023, con un dm del Mef, dovrà essere creato un tavolo permanente tra commercianti, banche e altri prestatori di servizi di pagamenti e gestori di circuiti e di schemi di pagamento (tra cui dovrebbe rientrare dunque anche Poste Italiane) che dovrà individuare soluzioni per mitigare l’incidenza dei costi delle transazioni con pos fino a 30 euro per gli esercenti e commercianti che nell’anno precedente abbiano avuto ricavi e compensi inferiori ai 400mila euro. Questa la “soluzione” individuata in manovra per mitigare i costi dei pagamenti con carte e bancomat, alla luce del fatto che è saltata la norma che prevedeva di annullare l’obbligo per i commercianti di accettare pagamenti elettronici sotto i 60 euro.

La misura è stata introdotta in legge di Bilancio con un subemendamento bipartisan approvato dalla V commissione della Camera.

L’emendamento prevede che se il tavolo non troverà una soluzione entro tre mesi dall’entrata in vigore della manovra, dunque entro aprile 2023, allora i prestatori di servizi di pagamento e i gestori dei circuiti e di schemi di pagamento (quindi le banche, ma la norma sembra potersi riferire anche a Poste Italiane), saranno tenuti a versare una quota pari al 50% degli utili al netto degli oneri fiscali derivanti dalle commissioni sui pagamenti con pos sotto i 30 euro (o altra soglia se individuata dalle associazioni di categoria che siederanno al tavolo) come contributo di solidarietà che andrà a confluire in un fondo, istituito da Dpcm, destinato a misure dirette a contenere l’incidenza dei costi a carico dei commercianti dell’utilizzo del pos per pagamenti sotto i 30 euro per i commercianti con ricavi sotto i 400mila euro.

L’emendamento approvato prevede che le associazioni di categoria maggiormente rappresentative di ambedue le parti, dunque commercianti, banche e altri prestatori di servizi di pagamento e dei gestori di circuiti e di schemi di pagamento, dovranno determinare in via convenzionale termini e modalità di applicazione dei relativi rapporti in maniera da garantire livelli di costi a qualunque titolo derivanti dall’utilizzazione del servizio che risultino “equi e trasparenti”, anche in funzione dell’ammontare della singola cessione di beni e prestazioni di servizi e per evitare l’imposizione di oneri “non proporzionati al valore delle singole transazioni”.

Ad oggi diverse banche, ma non tutti i prestatori di servizi di pagamento, prevedono comunque zero commissioni per i pagamenti con carte e bancomat sotto i 10 euro. (Public Policy) VIC