Prima il nuovo Governo, poi l’esame del Def. Il punto sul Documento

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ROMA (Public Policy) – Il mandato ai relatori Laura Castelli (M5s) alla Camera e Alberto Bagnai (Lega) al Senato sono stati votati la scorsa settimana, ma ancora nulla si sa di quando il Def approderà nelle aule dei due rami del Parlamento. Secondo quanto deciso oggi dalla capigruppo a Palazzo Madama, il Documento di economia e finanze verrà calendarizzato solo dopo la formazione e il giuramento del nuovo Esecutivo M5s-Lega.

Si parlava infatti di un approdo in aula oggi, almeno per Montecitorio, ma le due Camere sono in una situazione di stand by in attesa che si formi il nuovo Governo, o quantomeno che si conoscano le tempistiche della sua formazione. E proprio per questo all’ordine del giorno dell’aula di Camera e Senato il Documento di economia e finanza non è stato ancora inserito.

Il motivo è duplice. C’è una questione tecnica, ovvero la volontà di lasciare la programmazione delle aule sgombre in attesa della fiducia per il nuovo Governo. Ma anche una questione politica: si attende che Governo e maggioranza siano formati per mettere a punto la risoluzione M5s-Lega da presentare nelle aule delle Camere. E che dovrà contenere gli impegni programmatici economici per il nascituro Esecutivo giallo-verde.

D’altronde i tempi non sono stretti: la scadenza del 30 aprile, entro cui il testo doveva essere inviato in Europa, è già scaduta da un pezzo, ed essendo un Def puramente tecnico e tendenziale, il Governo Gentiloni ha provveduto a inviarlo in Europa già entro i termini e contemporaneamente alle Camere. Sarà poi il nuovo Governo che dovrà integrare il Documento anche con la parte programmatica, o subito dopo l’insediamento, o direttamente a settembre con la Nota di aggiornamento.  (Public Policy) VIC