Recovery Fund, Pe: programma di 4 anni, prefinanziamento 20%

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BRUXELLES (Public Policy / Policy Europe) – All’interno del Parlamento europeo sono “finite le trattative sullo strumento per la ripresa e la resilienza (Rrf) da 672,5 miliardi di euro”. Lo ha annunciato su Twitter Siegfried Muresan (Ppe). “Proponiamo di prolungare il programma da 3 a 4 anni e di aumentare il prefinanziamento dal 10% al 20% per aiutare di più e più velocemente”, aggiunge il deputato che, attraverso una serie di tweet successivi riassume la posizione assunta dal Pe sugli elementi principali del fondo di ripresa.

Proponiamo sei priorità per il Recovery Fund: verde, digitale, competitività e coesione economica, coesione sociale, resilienza, giovani“, scrive Muresan. Inoltre “il 40% dello strumentodi sia investito per il clima e il 20% per il digitale”. Lo strumento di ripresa dell’Ue “dovrebbe avere un forte legame con il semestre europeo e prevedere raccomandazioni specifiche per Paese. Gli Stati membri dell’Ue hanno bisogno di riforme per superare questa crisi ed evitare di essere colpiti duramente da eventuali crisi successive”, precisa il parlamentare.

Il Pe sostiene i criteri di assegnazione decisi dal Consiglio a luglio, ma ovviamente vieta il finanziamento di spese di bilancio ricorrenti. Il Recovery Fund sia usato per investimenti non per il populismo politico”, agginge Muresan. Il Parlamento quindi chiede “un ruolo forte per l’Ufficio antifrode dell’Ue (Olaf; Ndr), l’Ufficio della procura dell’Ue (Eppo; Ndr) e la Corte dei conti (Eca; Ndr). Un chiaro meccanismo per lo stato di diritto e la trasparenza dei beneficiari”.

“I Paesi devono rispettare gli impegni – scrive Muresan – se uno Stato membro dell’Ue non raggiunge un progresso sufficiente verso le tappe concordate, la Commissione europea è autorizzata a recuperare il prefinanziamento e a disimpegnare i fondi”, precisa il parlamentare. Per Muresan, l’accordo raggiunto sarà sostenuto “almeno dai gruppi Ppe, S&D, Renew e Verdi” e sarà votato dalle commissioni per lo Sviluppo economico (Econ) e per i Bilanci (Budg) del Parlamento europeo il prossimo 9 novembre. Il 12 novembre, invece, l’accordo dovrebbe ricevere il mandato della plenaria per l’avvio dei negoziati finali con la presidenza tedesca del Consiglio.

Il Pe avrà un ruolo paritario con il Consiglio nell’approvazione dei piani nazionali di riforme e investimenti. Esamineremo i piani nazionali e le decisioni di spesa della Commissione per assicurarci che il denaro dei contribuenti dell’Ue sia usato correttamente per rafforzare le economie a lungo termine”, conclude Muresan. (Public Policy / Policy Europe) ECH