Delega Ue, il ddl dopo il primo ok: dalla plastica al copyright

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di Giordano Locchi

ROMA (Public Policy) – Riduzione della plastica monouso, novità sul copyright, norme sullo sviluppo del 5g, promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili. Sono alcune delle norme europee che il ddl Delega Ue 2019-2020, approvato giovedì scorso in prima lettura dall’aula del Senato con 134 sì, 64 no e 31 astensioni, si prefigge di attuare.

Il ddl era stato licenziato dalla commissione Politiche europee di Palazzo Madama il 9 settembre scorso, dove era stato incardinato a marzo e dove ha subito numerose modifiche e aggiunte. Si tratta del disegno di legge di delega, presentato dal Governo, volto a introdurre le norme necessarie per adempiere agli obblighi derivanti per l’Italia dall’appartenenza all’Unione europea: il ddl permette (con specifici decreti legislativi che dovranno essere adottati, per i quali si fissano i principi e i criteri direttivi) di adeguare la normativa nazionale a diversi regolamenti europei e di dare attuazione a numerose direttive, tra cui quelle sul diritto d’autore, sulla riduzione dei prodotti in plastica monouso, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, sul Codice europeo delle comunicazioni elettroniche in vista dello sviluppo delle nuove reti 5G, sulle pratiche commerciali sleali nella filiera agricola e alimentare, sugli enti finanziari e creditizi.

DIRITTO D’AUTORE

Tra le principali norme previste, c’è l’attuazione della direttiva 2019/790 sulla tutela del diritto d’autore e diritti connessi nel mercato unico digitale, con cui si introduce un profilo di responsabilità in capo ai prestatori di servizi di condivisione online di contenuti; e della direttiva 2019/789, che disciplina l’esercizio del diritto d’autore e diritti connessi, con previsioni volte a promuovere la fornitura transfrontaliera di trasmissioni online e la ritrasmissione di programmi televisivi o radiofonici effettuata da soggetti diversi dall’emittente iniziale.

In particolare, nei criteri di attuazione il ddl chiede di far assicurare che, nel caso di utilizzo online delle pubblicazioni di carattere giornalistico da parte dei prestatori di servizi della società dell’informazione, trovino adeguata tutela i diritti degli editori, tenendo in debita considerazione i diritti degli autori di tali pubblicazioni. Il Governo dovrà definire il concetto di ‘estratti molto brevi’ in modo da non pregiudicare la libera circolazione delle informazioni; definire la quota adeguata dei proventi percepiti dagli editori per l’utilizzo delle pubblicazioni di carattere giornalistico, destinata agli autori, tenendo in particolare considerazione i diritti di questi ultimi; definire la quota del compenso spettante agli editori nel caso l’opera sia utilizzata in virtù di un’eccezione o di una limitazione, tenuti in debito conto i diritti degli autori.

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@Locchiaperti