Resocónto – Ci vediamo fuori

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discoteca

di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) – È il turno pomeridiano in un discopub di provincia (avete presente?), l’età media è molto bassa, si beve poco, pochissimo. Ci sono alcune belle ragazze, giovani e meno giovani; c’è qualche attempato che preferisce andare a letto presto, la sera. E ci sono i soliti testacalda, sullo sfondo. Questo è un pezzo di cronaca, sia chiaro. Niente battutine.

I personaggi: Emanuele F. (Ragazzo 1); Roberto F. (Buttafuori); Alessia M. (Ragazza 1);  Enrico B. (Ragazzo 3); Guido C. (Ragazzo 4). E poi c’è il ‘Presidente Conte’, che continueremo a chiamare presidente Conte, perché dev’essere un nome di fantasia.

Ragazzo 1: Lei, presidente Conte, parli per i suoi ministri e non per i rappresentanti del popolo eletti in questa Camera…prego? Si riferiva a me, presidente Conte? Ho visto che segnalava…

Buttafuori: Vada avanti…

Ragazzo 1: No, l’aiuto, perché lei non può vedere.

Buttafuori: Non so (commenti vivaci di Ragazza 1)…

Ragazzo 1: Mi lasci concludere l’intervento! Il presidente Conte si è rivolto a me facendo un gesto. Se lei fosse così cortese da sapere se vuole indicarmi che ci vedremo fuori, gliene sarei grato. Comunque, non ho timore, presidente Conte.

Ragazzo 3, rivolto al buttafuori: Guarda i banchi del Governo, guarda i banchi del Governo! Guarda il sottosegretario!

Buttafuori: Continuiamo in tranquillità!

Ragazzo 1: Io più tranquillo di così non potrei essere.

Ragazzo 3: Ma guarda i banchi del Governo!

Buttafuori: Guardo chi mi sta parlando in questo momento. Prego.

Ragazzo 1: Io sono tranquillissimo. Credo che, tra i suoi compiti, ci sia anche quello di indicare ai membri del Governo che ai deputati della Repubblica non ci si rivolge così…

Buttafuori: Andiamo avanti.

Ragazzo 4, rivolto al buttafuori: Io non aspetterò fuori nessuno e spero che nessuno mi aspetti fuori.

Buttafuori. Meno male. (Public Policy)

@VillaTelesio