Resocónto – È quest’acqua qua

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dore dante

di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) – L’uomo ha sguardo mite ma fermo, una leggera pinguedine (non eccessiva, quasi nature), una sciarpa azzurro speranza, “un po’ di raucedine”.

Prende qualcosa da una brocca alla sua sinistra, la versa in un bicchiere, beve. Qualcuno da lontano – una divinità? buona o cattiva? non lo sappiamo, non lo vediamo – acconsente ma gli mette fretta: “Ne approfitti, ha altri tre minuti e mezzo”.

Ma all’uomo non importa, ha sete: “Finalmente, poi con tre minuti e mezzo ancora…”

C’è anche un suo collega (di cosa? non lo sappiamo, al suo fianco solo sedie vuote, di buona fattura ma nessuno di voi – lettori – userebbe sedie così a casa), l’uomo lo vede, eccome se lo vede: “Vedo che il nostro collega, famosissimo, Fiano dice: ‘assetati, all’attacco…’“.

La voce lo interrompe (“Restiamo sul merito su, ecco. Può darsi che qualcuno ci ascolta anche e sarebbe un peccato, no?”), lui sorride, chiede scusa. “Ma la responsabilità non è mia, questa volta”.

E noi torniamo a casa con domande, domande, domande: di chi era la voce, chi è ‘Fiano’, cosa c’era nella brocca, la vita è sogno? (Public Policy)

@VillaTelesio