Rider, il Governo ci (ri)prova nel decreto Cultura

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ROMA (Public Policy) – Per i cosiddetti rider arriva un allargamento delle tutele per gli iscritti alla gestione separata, arricurazione obbligatoria Inail e divieto di essere pagati in base alle consegne effettuate. Questo il contenuto dell’emendamento al dl Cultura (riguardante anche le fondazioni liriche e il settore audiovisivo), depositato in commissione Istruzione e beni culturali del Senato dalla relatrice Loredana Russo (M5s) e che ora dovrà superare il vaglio delle ammissibilità.

L’emendamento, che aggiunge un articolo al provvedimento, ricalca una proposta emendativa su cui il Governo era a lavoro durante l’esame del decreto Reddito cittadinanza-Quota 100 e che Public Policy aveva anticipato a marzo. Nel dettaglio l’emendamento prevede un intervento al Jobs act per stabilire un allargamento delle tutele per gli iscritti alla gestione separata. Per questi si punta a prevedere che la disciplina del contratto di lavoro subordinato si applica anche ai rapporti di collaborazione per le “prestazioni di lavoro prevalentemente personali, continuative e la cui organizzazione è predisposta dal committente, anche attraverso il ricorso a piattaforme digitali”.

L’emendamento fa poi riferimento all’indennità giornaliera di malattia e di degenza ospedaliera, il congedo di maternità e parentale. Questi, viene specificato, sono corrisposti “a condizione che nei confronti dei lavoratori interessati risulti attribuita una mensilità (ad oggi sono 3; Ndr) della contribuzione dovuta” nei dodici mesi precedenti la data dell’inizio dell’evento o del periodo indennizzabile. Inoltre, si punta ad aumentare del 100% l’indennità di degenza ospedaliera, con il conseguente aggiornamento della misura dell’indennità giornaliera di malattia.

Nello specifico dei fattorini, che l’emendamento definisce “lavoratori impiegati nelle attività di consegna di pasti a domicilio in ambito urbano per conto altrui, attraverso piattaforme digitali”, si punta a stabilire che “non possono essere retribuiti in base alle consegne effettuate”. I contratti collettivi potranno definire schemi retributivi modulari e incentivanti, che tengano conto delle modalità di svolgimento della prestazione e dei diversi modelli organizzativi.

Inoltre, “a prescindere dalla qualificazione giuridica del rapporto” tra rider e piattaforma digitale, quindi non scatta l’obbligo della subordinazione, ai fattorini dovrà essere garantita “copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e malattie professionali”. Il premio di assicurazione Inail a carico delle piattaforme sarà determinato in base “al tasso di rischio corrispondente all’attività svolta”. Previsto un osservatorio per “assicurare il monitoraggio e la valutazione indipendente” delle nuove norme. L’osservatorio, da istituire al ministero del Lavoro, può proporre “eventuali revisione in base all’evoluzione del mercato del lavoro e della dinamica sociale”.

Rispetto all’emendamento che Public Policy aveva anticipato a marzo sono stati eliminati una serie di obblighi nei confronti delle piattaforme, come quello per fornire una adeguata informazione sui rischi della mansione o per fornire i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale. Nel testo anticipato a marzo era previsto anche un obbligo di sorveglianza e una serie di sanzioni fino a 6.600 euro. Sparisce anche la norma sul diritto di prelazione per i lavoratori di imprese di food delivery in fallimento. (Public Policy) NAF-FRA