Rider, si lavora a un’intesa. Si aspetta la proposta delle aziende

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di Francesco Ciaraffo

ROMA (Public Policy) – Un incontro, quello di ieri al ministero guidato da Luigi Di Maio, che è servito ai rider per mettere, o meglio ribadire, le proprie richieste e per le aziende di registrare qualche segnale di apertura e disponibilità a cercare un’intesa. E ancora al Governo di chiedere alle imprese di mettere nero su bianco le proposte da sottoporre ai lavoratori.

Esecutivo, rider e aziende di food delivery hanno riaperto il dossier sui fattorini che consegnano il cibo. L’obiettivo comune rimane quello di allargare le tutele per i rider e su questo si è al lavoro.

Le richieste dei rider, come detto, sono sempre le stesse: si chiede di essere inquadrati come lavoratori subordinati non con un contratto ad hoc, ma sotto il ‘cappello’ del contratto nazionale della logistica; il no al cottimo; il riconoscimento di un salario ‘giusto’ superando quindi la tariffa a consegna; il riconoscimento della tredicesima e quattordicesima; lo stop agli algoritmi reputazionali; il riconoscimento della previdenza sociale.

Il punto più ostico, ovviamente, rimane quello della subordinazione. Per questo – come apprende Public Policy – i rider hanno dato la propria disponibilità ad accantonare il tema per approfondire tutti gli altri arrivando a proposte specifiche. Una posizione vista come un segnale di apertura, come ha sottolineato anche il ministero del Lavoro.

Come detto, però, sulla subordinazione “le parti rimangono distanti”, come sottolinea a Public Policy la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti, anche se la posizione dei rider di accantonare il tema è stato visto da tutti come un segnale di disponibilità, ha aggiunto.

Nel prossimo incontro, che potrebbe essere fissato tra 2-3 settimane, è attesa la proposta delle aziende. A quel punto inizierà una fase di confronto più di dettaglio.

“Nel corso dell’incontro abbiamo registrato piccoli passi in avanti, ma la strada è ancora lunga”, dice il vice segretario generale Ugl, Luigi Ulgiati. “È fondamentale riconoscere ai rider le principali tutele legate agli aspetti pensionistici, previdenziali, della salute, del salario minimo garantito, e di tutti gli altri istituti già riconosciuti per le altre categorie di lavoratori subordinati”, ha aggiunto. (Public Policy)

@fraciaraffo