Riforma del processo civile, le novità dopo l’ultimo Cdm

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ROMA (Public Policy) – Dal Consiglio dei ministri è arrivato la settimana scorsa l’ok, in esame preliminare, ai due dlgs relativi alla riforma del processo civile e dell’Ufficio per il processo. Gli interventi – che rientrano negli impegni per l’attuazione del Pnrr – puntano a “fornire risposte più celeri alle esigenze quotidiane dei cittadini nel rispetto delle garanzie”, come spiega una nota di Palazzo Chigi.

Tra le novità del dlgs sulla riforma del processo civile vi è la valorizzazione delle forme di giustizia complementare: si potenzia la mediazione anche con incentivi fiscali; la negoziazione assistita tramite avvocati viene estesa tra l’altro anche alle controversie di lavoro e si potenzia l’arbitrato. Si introduce l’istituto del rinvio pregiudiziale in Cassazione, consistente nella possibilità per il giudice di merito, quando deve decidere una questione di diritto nuova, di difficile interpretazione e suscettibile di reiterazione, sulla quale ha preventivamente provocato il contraddittorio tra le parti, di sottoporre direttamente la questione alla Corte di cassazione per la risoluzione del quesito posto.

Previste una serie di novità nel diritto processuale della famiglia. In attuazione dei principi assegnati dal legislatore delegante, si prevede il procedimento unitario in materia di persone, minorenni e famiglie (con alcune specifiche eccezioni), introducendo più tutele processuali a difesa di minori e donne vittime di violenza. Viene poi introdotto il Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie.

Mentre il dlgs relativo all’Ufficio per il processo civile prevede una compiuta e sistematica regolamentazione dell’istituto che va a sostegno degli uffici giurisdizionali sia penali che civili. L’Ufficio viene esteso alla Corte di cassazione e alla Procura generale presso la Corte di cassazione nonché agli uffici di merito del settore penale. (Public Policy) RIC