Dal ruolo di Arera agli Ato: i dubbi di Italgas sulla pdl Acqua

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ROMA (Public Policy) – I punti su cui sorgono perplessità sono “la sostituzione dell’Arera con il Mattm”, per cui si auspica che “le funzioni di regolazione del settore rimangano in capo all’Arera”, la “decadenza automatica al 31 dicembre 2020 di tutte le forme di gestione affidate a terzi non ancora scadute” per cui si auspica “che le concessioni possano mantenere le scadenze stabilite nei rispettivi atti di affidamento” e le dimensioni degli ambiti territoriali ottimali che non sembrano “in linea con la variabilità del numero degli utenti da servire”, per cui si sostiene “l’opportunità del mantenimento di requisiti di dimensione minimi e non massimi”.

È questo,in sintesi, il contenuto di una nota lasciata dall’Italgas in commissione Ambiente alla Camera a margine delle audizioni informali svolte nell’ambito dell’esame delle pdl, firmate da Federica Daga (M5s) e Chiara Braga (Pd), sulla gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque.

Tra le altre perplessità evidenziate da Italgas nella memoria trova posto anche l’ipotesi di ricorso alla fiscalità generale che “spezza il collegamento tra gl introiti delle imprese e i costi sostenuti per la gestione del servizio di distribuzione idrica e i connessi interventi”. Per Italgas, dunque, “evitare il ricorso alla fiscalità generale per il recupero di investimenti e costi operativi, puntando sempre sulla tariffa, pare la soluzione di gran lunga condivisibile”.

Sulla modalità di affidamento del servizio, poi, “non si condivide l’ipotesi che le società a capitale misto pubblico e privato siano obbligate a scorporare i rami della propria azienda che si occupano del settore idrico e a trasformarle in società interamente partecipate dagli enti locali o in aziende speciali”, più assimilabili a “enti di diritto pubblico”. Italgas ha proposto, dunque, che tale trasformazione possa essere un modello “aggiuntivo e non sostitutivo di quelli già esistenti e operanti attualmente (in house, misto o di terzi)”.

In conclusione, nella formulazione del testo di legge definitivo, ci sono alcuni punti da conservare: “La preservazione di un sistema regolatorio a due vie (Ega/Ato a livello locale e Arera a livello nazionale); la garanzia circa la salvaguardia delle aziende che ad oggi hanno concessioni in essere e il mantenimento fino alla loro naturale scadenza; la salvaguardia della tariffa come veicolo principale per il recupero di costi operativi e di investimento; la libertà di scelta in capo agli enti locali della tipologia di gestore e della modalità con cui affidare il servizio idrico integrato, tramite gara, in forma mista o totalmente pubblica”. (Public Policy) IAC