Altro giro, altra corsa: la Manovra al Senato (cosa c’è, cosa no)

0
lista spesa conti legge di bilancio spesa

ROMA (Public Policy) – Tagli all’Imu, un ritocco alle nuove misure per i risparmiatori dei crack bancari, novità sul fronte gioco d’azzardo. Il primo via libera alla manovra è arrivato a Montecitorio in un giorno festivo e fra le polemiche delle opposizioni. Il passaggio decisivo sarà però quello al Senato, dove l’iter è cominciato ieri pomeriggio in commissione Bilancio. A Palazzo Madama è infatti atteso un maxiemendamento del Governo che scoprirà le carte su quota 100 e reddito di cittadinanza, ricalibrate anche in base alle trattative in corso con Bruxelles.

Dalla commissione Bilancio della Camera il testo della legge è uscito con diverse integrazioni per quanto riguarda, ad esempio, la parte Fisco&Finanze (uno dei report tematici PP: in abbonamento su news.publicpolicy.it). A partire dal taglio dell’Imu sui capannoni, che sale dal 20% al 40%. Con un emendamento è stato stabilito che “l’imposta municipale propria relativa agli immobili strumentali è deducibile ai fini della determinazione del reddito di impresa e del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni nella misura del 40%”. La misura costa poco più di 290 milioni nel 2020 e circa 167 dal 2021. Le risorse sono a valere sul Fondo per l’attuazione del programma di Governo. Sull’Imu c’è anche un altro taglio del 50 per cento sulla base imponibile per gli immobili concessi in comodato d’uso a parenti in linea retta (genitori, figli, nonni, nipoti) o anche al coniuge di chi riceve il bene in comodato, nel caso quest’ultimo muoia e ci siano dei figli minori. Per la misura è previsto lo stanziamento di 500mila euro a partire dal 2019, coperti – anche in questo caso – dalla riduzione del Fondo per l’attuazione del programma di governo all’articolo 55 della legge di Bilancio.

Fra le aggiunte fatte in V commissione, c’è anche una norma per contrastare possibili abusi della flat tax al 15% per le partite Iva con ricavi o compensi sotto i 65mila euro. La modifica ha previsto tra gli esclusi dal regime agevolato anche “le persone fisiche nei casi in cui l’attività sia esercitata prevalentemente” nei confronti di datori di lavoro con i quali il soggetto ancora lavora o ha lavorato nei due anni d’imposta precedenti. L’esclusione riguarda anche i casi in cui i rapporti di lavoro erano o sono intrattenuti nei confronti di soggetti “direttamente o indirettamente riconducibili” al vecchio datore di lavoro. Per lo stesso motivo, cioè evitare possibili abusi, una seconda proposta di modifica intervione su “imprenditori individuali ed esercenti arti e professioni” che dal 2020 potranno beneficiare della flat tax al 20% per i redditi tra i 65mila e i 100mila euro l’anno.

Novità in arrivo anche per piccole e medie imprese. Per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2018 e per quello successivo il voucher manager per le Pmi sarà riconosciuto, per ciascun anno di imposta, in misura pari al 50% dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 40mila euro; alle medie imprese il contributo è riconosciuto in misura pari al 30% dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 25mila euro. Nel testo originario della Manovra, precedente alla modifica, si prevedeva invece – a favore delle Pmi, senza una differenziazione tra micro, piccole e medie imprese – un contributo non superiore a 40mila euro e comunque non superiore al 50% dei costi sostenuti a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello del 31 dicembre 2018 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2020. Sempre per le Pmi, c’è il sì ai mini-bond. Le piattaforme online, quelle dedicate all’equity crowdfunding, potranno raccogliere anche finanziamenti tramite obbligazioni o strumenti finanziari di debito da parte delle Piccole e medie imprese, ma in una sezione del portale “separata” rispetto a quella in cui si svolge la raccolta del capitale di rischio. Il tutto sarà vigilato dalla Consob. La sottoscrizione di obbligazioni o di titoli di debito è riservata, nei limiti stabiliti dal codice civile, agli investitori professionali e a particolari categorie di investitori eventualmente individuate dalla Consob. Per questo si stanziano 10 milioni di euro per il 2020.

E ancora, al capitolo imprese: l’iperammortamento per l’acquisto di beni strumentali 4.0 è stato innalzato al 180%; prorogata la norma per l’estromissione agevolata degli immobili strumentali delle imprese; arriva anche un taglio del 40% sull’accisa per la birra prodotta dai piccoli birrifici indipendenti. Altre norme interesseranno invece i comuni: dal 1° gennaio 2019 il Comuni potranno aumentare del 50% le tariffe e i diritti previsti per legge sulle pubblicità e le affissioni sulle superfici superiori al metro quadrato. E inoltre è confermata anche per gli anni 2019 e 2020 la cosiddetta maggiorazione Tasi per quei Comuni che l’abbiano già disposta con delibera del consiglio comunale per gli anni 2016-2018.

Interventi significativi anche sul gioco d’azzardo. Si allunga di un anno (comunque non oltre il 30 settembre 2019) il diritto di Sisal di gestire i “giochi numerici a totalizzatore nazionale”, in attesa dell’assegnazione di una nuova concessione. La modifica alla manovra di fatto – aggiungendo un articolo (l’89 bis) – ha prorogato la gestione a Sisal la gestione del Superenalotto. Le maggiori entrate, quasi 71 milioni, si aggiungono al “fondo per l’attuazione del programma di governo”. Allo stesso tempo, però, arriva una stretta per tabaccai e negozi sull’orario di apertura e chiusura delle slot e vlt. Dal 1° luglio 2019 nascerà un controllo da remoto degli orari di accensione degli apparecchi dedicati al gioco. Confermata per i risparmiatori dei crack bancari, un modifica di cui si discute da tempo: grazie a un emendamento bipartisan avranno la possibilità di fare ricorso contro le banche anche se accettano il ristoro forfettario del Governo al 30%. (Public Policy) SER