Salvini e i decreti attuativi: il bilancio della sua esperienza

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(foto DANIELA SALA/Public Policy)

di Michele De Vitis

ROMA (Public Policy) – Il leader della Lega, Matteo Salvini, cita spesso la mole di decreti attuativi pendenti per attaccare il Governo e così fanno anche i suoi alleati di centrodestra. Ma come è andata l’attuazione in un anno di Salvini al Viminale? Sullo stock complessivo di 82 dm in capo al Viminale, Salvini ne ha adottati 20 (ovvero il 24,5%). Sei di questi riguardano misure del Governo Gentiloni, per un tasso di attuazione del 12%. Quattordici invece sono relativi a provvedimenti del Governo Lega-M5s per un tasso di attuazione pari al 37%.

Ecco il focus basato sui dati dell’Ufficio del Programma presso Palazzo Chigi:

GOVERNO CONTE I 

Sui 38 decreti attuativi di competenza del ministero dell’Interno contenuti in leggi approvate durante il Governo Conte I, Salvini ne ha firmati 14. Dei restanti 24 invece 6 sono stati adottati dal ministro Lamorgese e 18 invece sono ancora in stand by. Considerando il primo dl sicurezza, la misura bandiera dell’ex ministro, l’attuazione è al 23%. Salvini ha infatti dato l’ok soltanto a 3 attuativi sui 13 previsti. Altri 3 sono stati firmati dal ministro Lamorgese (tra questi quelli sugli ex Sprar). Tra i 6 pendenti segnaliamo due dm sulla polizia locale (taser e accesso al Centro elaborazione dati del Viminale) e sull’Agenzia che gestisce i beni confiscati alla mafia.

Più in generale, solo a novembre 2019 è stato firmato il dm sul rimborso ai Comuni per l’esenzione dei tributi post terremoto (termine scaduto a metà luglio). Restano ancora sospesi i dm per armonizzare il trattamento assicurativo per gli infortuni in servizio del personale volontario dei Vigili del fuoco con quello previsto per il personale di ruolo (previsto dalla manovra 2019), diversi provvedimenti sul personale della Polizia di Stato e un dm su una misura fortemente voluta dalla Lega nel dl Crescita: le agevolazioni per la riapertura e l’ampliamento di attività commerciali e artigianali nei piccoli comuni.

GOVERNO GENTILONI 

Al suo arrivo a giugno 2018 al Viminale Salvini ha trovato 31 decreti attuativi da adottare relativi alle leggi approvate durante il Governo Gentiloni. Di questi ne ha firmati 6 (il 12%). Tra i 25 ancora da adottare spiccano i dm relativi al dl a firma Marco Minniti sui colloqui dei richiedenti asilo e per la convalida del trattenimento nei Cpr, diversi dm relativi al personale della Polizia di Stato e ai Vigili del fuoco. Non è stato ancora definita la composizione del Gruppo interforze centrale a carattere permanente per il monitoraggio e l’analisi delle informazioni antimafia (previsto dalla manovra 2018).

GOVERNI LETTA E RENZI

Il leader della Lega non ha adottato invece nessun dm attuativo relativo ai provvedimenti dei Governi Letta e Renzi. Su questi ultimi è stata la ministra Lamorgese a completare l’attuazione, adottando l’unico dm rimasto – relativo all’uso delle armi per attività amatoriale e agonistica. Quanto alle misure del Governo Renzi sono invece 12 i dm attuativi in capo al Viminale ancora in stand by.

Tra questi, curiosamente, anche quello sul versamento di una parte degli incassi dei biglietti delle società di calcio per finanziare la sicurezza. Questo dm doveva essere adottato entro la fine del 2014 e Salvini una volta al Viminale non solo criticò Renzi per non averlo fatto, ma con il dl Sicurezza aumentò le soglie per gli incassi da versare (passarono dall’1-3% al 5-10%). Il provvedimento di Salvini è rimasto comunque lettera morta proprio perché non è stato adottato l’attuativo previsto da Renzi, seppur ridefinito con i nuovi criteri inseriti nel dl Sicurezza. (Public Policy)

@micdv