Iva, Semplificazioni e Rilancio: cosa fa (e cosa non fa) il Governo

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ROMA (Public Policy) – Sulla riduzione dell’Iva Giuseppe Conte va avanti, nonostante lo scetticismo degli alleati. Ieri a Palazzo Chigi si è tenuto un vertice di maggioranza in cui il premier ha confermato la sua proposta, facendola addirittura crescere: il taglio che vuole è passato da “lieve” a “consistente”. A parte ciò, dal confronto non sono emerse svolte concrete, in primis sul decreto Semplificazioni, che non dovrebbe farcela ad approdare in Consiglio dei ministri questa settimana. Il Pd manifesta insofferenza. “Con determinazione la maggioranza dovrebbe chiudere dei capitoli aperti da troppo tempo, legati alla rinascita italiana: penso ad Alitalia, ad Autostrade o all’ex Ilva di Taranto. Lo hanno detto tutti, anche il presidente Conte, ma ora bisogna davvero chiudere. Questi sono i primi fatti concreti di vera ripartenza e di rinascita italiana”, ha esortato il segretario Nicola Zingaretti.

Decisamente duro Matteo Renzi, leader di Iv: “Questo non è il mio Governo. Io facevo, Conte ha un altro stile”. Uno dei nodi politici che frenano il decreto Semplificazioni è la riforma del Codice degli appalti: il Movimento 5 stelle guarda al “modello Genova” adottato dopo il crollo del Ponte Morandi, dove si prevede la sospensione proprio del Codice, che però è stato riformato a suo tempo dal Pd, e i dem sono contrari ad una deregolamentazione totale. Intanto la maggioranza perde pezzi in Parlamento: la deputata M5s Alessandra Ermellino ha abbandonato il gruppo entrando nel Misto, mentre a Palazzo Madama Alessandra Riccardi ha lasciato anche lei il Movimento passando alla Lega. I partiti al Governo già avevano numeri risicati in Senato, e un nuovo addio rende la situazione ancora più precaria. Ermellino risultava tra i parlamentari in arretrato con la restituzione di parte dello stipendio, e per lo stesso motivo a Palazzo Madama ci sono altri due senatori M5s a rischio sanzioni, e che quindi potrebbero decidere di lasciare il gruppo: Marinella Pacifico e Fabio Di Micco.

Nella commissione Bilancio della Camera prosegue anche oggi – a partire dalle 10 – l’esame degli emendamenti al decreto Rilancio. Entro le 18 di ieri era atteso il deposito degli emendamenti dei relatori, ma la “consegna” è slittata ad oggi (le ultime notizie le trovate in abbonamento sul nostro notiziario: news.publicpolicy.it). Nella bozza di pacchetto – di cui Public Policy ha preso visione – si va dal completamento della riforma di Sace spa all’ampliamento della platea di precari del sistema sanitario regionale da stabilizzare, passando per misure per i Vigili del fuoco e Polizia di Stato, per patronati e Caf, per i servizi di assistenza medica domiciliare, per i mercati e le bancarelle. Il fascicolo, che contiene 40 proposte, prevede inoltre misure per l’università, fattorie didattiche, prestito vitalizio ipotecario, detassazione prestazioni mediche, sisma Abruzzo e accelerazione delle risorse per la Ryder Cup 2022.

Attesa a stretto giro anche la modifica che inserirà nel provvedimento le norme del decreto sulla cassa integrazione. “L’emendamento del Governo, che incorporerà il decreto Cig, è alla Ragioneria dello Stato in fase di bollitura. È in corso un’ultima interlocuzione. L’emendamento è di imminente presentazione” ha detto ieri il viceministro al Mef, Antonio Misiani. In serata – alle 19 – proprio sui contenuti del maxi-decreto è prevista l’audizione di Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia, e vedremo per quali dei tanti emendamenti in esame il titolare di Via XX Settembre darà il suo personale – e influente – parere favorevole. Dal ministro si attendono inoltre anticipazioni anche sulle prossime mosse del Governo per rilanciare l’economia.

Uno dei nodi da sciogliere riguarda le scadenze fiscali al 30 giugno (come Irpef, Ires e Iva): un dpcm ha spostato tutto al 20 luglio, ma ci potrebbero essere ulteriori novità. “La proroga al 20 luglio è solo una soluzione tecnica utile a consentire una modifica normativa al dl Rilancio. Al riguardo, intendo informare i commercialisti che il M5s, con l’emendamento a prima firma Currò, intende spostare il termine al 30 settembre”, ha annunciato il sottosegretario al Mef, Alessio Villarosa. (Public Policy) PAM