Sblocca cantieri, cosa ne pensano i tecnici del Senato

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ROMA (Public Policy) – “Considerata l’ampiezza dei poteri derogatori riconosciuti ai commissari straordinari, si valuti l’opportunità di prevedere l’obbligo di motivazione delle deroghe in oggetto”. Lo si legge nel dossier del Servizio studi del Senato in merito al dl Sblocca cantieri. Il commento è riferito nelle specifico alla norma che attribuisce al presidente del Consiglio la facoltà di nominare commissari straordinari per accelerare la realizzazione di opere infrastrutturali.

I tecnici chiedono anche di chiarire quali siano le deroghe normative cui possono accedere i commissari. Il dl, ora all’esame delle commissioni Ambiente e Lavori pubblici di Palazzo Madama, prevede che “l’approvazione dei progetti da parte dei commissari straordinari, d’intesa con i presidenti delle Regioni e delle province autonome territorialmente competenti, sostituisce, ad ogni effetto di legge, ogni autorizzazione, parere, visto e nulla osta occorrenti per l’avvio o la prosecuzione dei lavori, fatta eccezione per quelli relativi alla tutela di beni culturali e paesaggistici, per i quali il termine di conclusione del procedimento è fissato in misura comunque non superiore a sessanta giorni, decorso il quale, ove l’autorità competente non si sia pronunciata, l’autorizzazione, il parere favorevole, il visto o il nulla osta si intendono rilasciati, nonché per quelli di tutela ambientale per i quali i termini dei relativi procedimenti sono dimezzati”.

Per le occupazioni di urgenza e per le espropriazioni delle aree occorrenti per l’esecuzione degli interventi, i commissari “provvedono alla redazione dello stato di consistenza e del verbale di immissione in possesso dei suoli anche con la sola presenza di due rappresentanti della Regione o degli enti territoriali interessati, prescindendo da ogni altro adempimento”.

I tecnici chiedono che “tenuto conto della pluralità di procedimenti autorizzativi in questione a fini di chiarezza normativa, si valuti l’opportunità, anche alla luce del rilievo costituzionale degli interessi tutelati, di indicare con idonei riferimenti normativi i procedimenti in materia ambientale e di tutela dei beni culturali e paesaggistici i cui termini risultano oggetto di semplificazione”.

Infine, nel dossier si sottolinea l’esigenza di valutare se la possibilità di nominare commissari da parte di Palazzo Chigi “operi in deroga alla disciplina vigente in materia di programmazione delle infrastrutture prioritarie, attribuendo al presidente del Consiglio dei ministri la facoltà di ritenere prioritari interventi infrastrutturali non classificati come tali dagli attuali strumenti di programmazione”. (Public Policy) FRA