Twist d’Aula– La Lega che spinge i 5 stelle (al bivio)

0
lega

di Massimo Pittarello

ROMA (Public Policy) – La decisione sull’autorizzazione a procedere per Salvini è la punta dell’iceberg, ma sono molti altri i casi in cui per i 5 stelle si è arrivati allo showdown, in cui scegliere tra il movimentismo o il potere. Dinamica fisiologica quando si è al Governo, ma in parte anche voluta e cercata della Lega, che ha tutto l’interesse a mettere i grillini spalle al muro, obbligandoli a scegliere da che parte stare tra la lotta e il governo, tra l’equidistanza e una svolta a destra. Dopotutto, una spaccatura del gruppo parlamentare potrebbe essere assai utile ai leghisti, soprattutto se dovesse in futuro nascere una nuova maggioranza.

In queste settimane i 5 stelle devono decidere cosa fare su Salvini. Nugnes ha già detto che voterà a favore dell’autorizzazione a procedere, ma Di Battista e Di Maio stanno lavorando per la decisione opposta. Tra l’altro, se dalla Giunta si dovesse arrivare al voto dell’aula di Palazzo Madama servirebbe una difficile maggioranza assoluta. Così, il vicepremier difficilmente potrà perdere e i grillini si troverebbero a frenare un’inchiesta giudiziaria nei confronti di un politico: per i 5 stelle sarebbe la violazione di un dogma, la fine dell’età dell’innocenza. Una scelta difficile da spiegare a elettori ed attivisti, un bivio esistenziale che potrebbe non essere imboccato da tutti i senatori grillini. A Salvini il gioco può essere utile, soprattutto in questi mesi di campagna elettorale che spingono i 5 stelle a presentarsi uniti e compatti. Ed è in Parlamento che la Lega proverà a giocare al “divide et impera”.

Oltre al giudizio sul ministro dell’Interno ci sono infatti molte altre questioni aperte. Dopo aver legato insieme reddito di cittadinanza e quota 100, aver di fatto barattato il decreto Dignità con la flat tax per le partite Iva, la Lega sta provando a giocare ancora di più con il baratto, le contropartite, il do-ut-des. Per esempio, votando l’ok al voto di scambio con l’approvazione della legge sulla legittima difesa. Qualche deputato leghista, poi, sta anche cercando cosa offrire per far avanzare il ddl Pillon (sull’affido condiviso). Oltre al puzzle di nomine incrociate tra authorities, ministeri e controllate varie.

Senza dimenticare che i grillini non hanno mantenuto i loro annunci elettorali sulla Tap, sulle trivelle e forse anche sulla Tav. Insomma, giocando di sponda che il principio di realtà, le esigenze dell’amministrazione e l’arte del compromesso, la Lega si appresta ad usare i temi parlamentari per spaccare i 5 stelle. Inoltre, poiché sui migranti, sicurezza e molti altri temi la distanza (per esempio) tra Fico è Salvini è siderale, oltre sottolineare le contraddizioni tra le promesse pure e impossibili fatte quando si era all’opposizione e le attuali scelte di governo, la tattica leghista è anche quella di trascinare verso destra il Movimento, tirando la corda e sperando che si spezzi. In tal caso, gran parte parlamentari grillini potrebbe ritrovarsi all’opposizione, ma ne basterebbe qualcuno disponibile a sostenere un Governo a guida centrodestra perché la strategia funzioni. Certo, se il Senato dovesse concedere l’autorizzazione a procedere la strategia salterebbe, ma in via Bellerio hanno già scommesso sul contrario. (Public Policy)

@m_pitta