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Caporalato, cosa si è deciso al vertice nazionale tra istituzioni e parti sociali

caporalato 30 agosto 2015

ROMA (Public Policy) - Si è tenuto il fine settimana scorso il vertice nazionale sul caporalato, al ministero delle Politiche agricole, per definire il piano di azione per il contrasto al fenomeno e al lavoro irregolare in agricoltura e l'inizio delle attività della "Rete del lavoro agricolo di qualità".

Alla riunione hanno partecipato i ministri delle Politiche agricole, Maurizio Martina, e del Lavoro, Giuliano Poletti, Teresa Bellanova (sottosegretario al Lavoro), Tito Boeri (Presidente Inps), Fabio Vitale (presidente della Cabina di regia della 'Rete del lavoro agricolo di qualità'), Leonardo Di Gioia (Conferenza Stato-Regioni), i rappresentanti del Corpo Forestale, Assolavoro, Flai-Cgil, Fai-Cisl, Uila, Ugl, Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri, Alleanza Cooperative Agroalimentari, Ue Coop, Ancc-Coop - Coop Italia, Ancd-Conad e Federdistribuzione.

"Vogliamo passare dalla gestione dell'emergenza - ha dichiarato il ministro Martina - a un lavoro stabile, organico e coordinato di azioni costanti contro il caporalato, che va combattuto come la mafia. Con il vertice di oggi abbiamo dato un mandato chiaro alla Cabina di regia della nostra 'Rete del lavoro agricolo di qualità' che entro le prossime due settimane dovrà presentare un piano di misure concrete su tutto il territorio".

"Un Patto di responsabilità - ha spiegato Martina - che precisi gli impegni di istituzioni, parti sociali e imprese per azioni immediate. Già nelle scorse settimane con il ministero del Lavoro abbiamo rafforzato i controlli. Un'azione che deve essere quotidiana a tutela della dignità, dei diritti e della sicurezza dei lavoratori. Vogliamo rafforzare l'operatività territoriale della Rete, che abbiamo fortemente voluto mettere nella nostra legge Campolibero nel 2014 e che il 1° settembre parte proprio grazie al lavoro fatto in questi mesi. Lavoriamo per anticipare in un veicolo legislativo utile le norme inserite ora nel Collegato agricoltura all'esame del Parlamento".

"Vogliamo stroncare il caporalato - ha commentato il ministro Poletti - lavorando su tutti gli aspetti dell'illegalità. Abbiamo già sviluppato un'azione di contrasto, la rafforzeremo e la metteremo assieme ad altre questioni da affrontare anche con il ministero dell'Interno per quanto riguarda l'immigrazione e con il Ministero della Giustizia per la confisca dei beni".

"Bisogna dare una risposta culturale al fenomeno - ha proseguito il ministro del lavoro - tenendo conto non solo del danno alle persone ma anche al sistema imprenditoriale. Il piano è complesso e non di breve periodo, laddove ci saranno oneri bisognerà trovare nella legge di stabilità le risorse per fronteggiare la situazione".

Dal primo settembre - spiega il ministero in una nota - le aziende agricole interessate potranno aderire alla Rete tramite il sito www.inps.it. "Per la prima volta in Italia si istituisce un sistema pubblico di certificazione etica del lavoro". Si prevede inoltre un sistema premiante per le imprese che aderiranno alla Rete ed entreranno nel circuito.

Della cabina di regia, presieduta dall'Inps, fanno parte le organizzazioni sindacali, le organizzazioni professionali agricole, insieme ai rappresentanti dei ministeri delle Politiche agricole, del Lavoro e dell'Economia e della Conferenza delle Regioni.

Possono fare richiesta per entrare nella Rete le imprese agricole in possesso dei seguenti requisiti: non avere riportato condanne penali e non avere procedimenti penali in corso per violazioni della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale e in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto; non essere stati destinatari, negli ultimi tre anni, di sanzioni amministrative definitive; essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi. (Public Policy)RED

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