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Ddl Coni, limite di due mandati e tetto di 8 anni, anche per le federazioni sportive

coni 09 febbraio 2015

ROMA (Public Policy) - Tra i disegni di legge che affronterà nel corso della prossima settimana la commissione Istruzione al Senato, a partire da martedì pomeriggio, ce n'è uno, a prima firma Raffaele Ranucci (Pd), in materia di limiti al rinnovo dei mandati degli organi del Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) e delle federazioni sportive nazionali.

Il ddl, come si legge nella relazione illustrativa, prevede "il sistema di rinnovo della dirigenza" e vuole essere funzionale "all'effettività del ricambio degli organi direttivi apicali" per dare maggiore "credibilità all'intero sistema sportivo nazionale". Che, in definitiva - come si legge ancora nella relazione che precede l'articolato - ha l'obiettivo di sottrarre al Coni e alle federazioni sportive nazionali il rischio "di cristallizzazioni nell'assetto gestionale".

COSA PREVEDE IL DDL Nella sostanza si propone di modificare il dlgs che disciplina il funzionamento del Coni, prevedendo che presidente e giunta nazionale non possano restare in carica per più di due mandati (previsione presente anche nella disciplina ora in vigore) ma con il limite della carica stabilito al massimo in 8 anni. Infatti è consentito un terzo mandato solo nel "caso in cui uno dei due mandati precedenti abbia avuto durata inferiore a due anni e un giorno, per causa diversa dalle dimissioni volontarie".

Col 'tetto' di 8 anni si vuole escludere l'evenienza secondo cui ci si possa candidare ad oltranza come avvenuto, si legge ancora nel ddl, dopo l'applicazione di una disposizione transitoria contenuta nel dlgs n. 15 del 2004, che ha stabilito la validità delle norme "a decorrere dal mandato che avrebbe avuto inizio a seguito delle successive elezioni della giunta nazionale e del presidente, da svolgersi entro il 30 giugno 2005.

In tal modo - si legge ancora nella proposta Ranucci - il presidente e la giunta allora in carica, che pure stavano completando il secondo mandato consecutivo, non solo hanno potuto accedere ad un terzo mandato nel 2005 (come sarebbe stato legittimo in virtù della precoce conclusione del primo), ma si sono visti integrati nella possibilità di ricandidarsi nel 2009 addirittura per il quarto mandato successivo, potendo ricalcolare dall'inizio i mandati a decorrere dalle elezioni del 2005". (Public Policy) IAC

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