Manovra sulle banche. A lavoro su indennizzi istituti falliti

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Roma (Public Policy) – Tra i 400 e i 500 milioni di euro per indennizzare i risparmiatori colpiti dal crack finanziario delle banche. È questa – come anticipato da Public Policy nelle scorse settimane – la cifra che il Governo vorrebbe raggiungere per il Fondo salva risparmiatori delle banche fallite. La sede scelta per l’incremento dovrebbe essere la prossima manovra finanziaria.

Prima della pausa estiva, al ministero dell’Economia si è lavorato molto sul tema; l’obiettivo è trovare le coperture necessarie all’aumento del Fondo istituito dal Governo Renzi, che andrà di pari passo con la scrittura e l’approvazione del decreto attuativo che dovrà definire le modalità dei rimborsi. Quest’ultimo era stato previsto dalla legge di Bilancio 2018, ma nonostante i tempi siano scaduti non ha mai visto la luce.

RITOCCO SALVA-RISPARMIATORI

Per guadagnare tempo, con il dl Milleproroghe è stata posticipata la data entro la quale dovrà essere pronto il decreto attuativo (ovvero fine ottobre). Si cercherà, con delle novità normative – spiegano fonti di Governo – di ampliare la platea degli indennizzati, anche modificando l’ordine “cronologico” di coloro che potranno accedere alle risorse. Alcuni ritocchi, quindi, potrebbero riguardare i requisiti reddituali e patrimoniali, in modo tale da dare la precedenza a coloro che sono stati maggiormente danneggiati. I dettagli dell’operazione, però, verranno decisi entro l’autunno.

Non è escluso, inoltre, che venga ritoccata la categoria generica di “risparmiatori”, che – soprattutto secondo il Movimento 5 stelle – aprirebbe i risarcimenti e ristori anche agli azionisti e non solo gli obbligazionisti. Le norme in preparazione – viene riferito – rivedranno anche la semplificazione della procedura, soprattutto gli arbitrati dell’Anac, e l’onere della prova. SOR

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