A che punto siamo con il decreto che fa litigare Lega e 5 stelle

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aggiornamento 15.30: “Soddisfatti per l’accordo trovato sul decreto” Sblocca cantieri-sisma. “Dopo esserci confrontati anche con i relatori, proporremo al Senato, tra le altre cose, quanto già concordato in sede di commissione, vale a dire un emendamento che prevede la sospensione di alcuni punti rilevanti del codice degli appalti per due anni, in attesa di una nuova definizione delle regole per liberare da inutile burocrazia le imprese. Al contempo, sarà garantito il rispetto delle norme e del lavoro già fatto nelle commissioni parlamentari sull’argomento. In particolare, saranno anche garantite le soglie già in vigore per i subappalti e salvaguardati gli obblighi di sicurezza per le imprese. Abbiamo svolto un normale lavoro parlamentare che porteremo come maggioranza in commissione e poi in aula al Senato”.

Lo dichiarano i capigruppo al Senato Massimiliano Romeo (Lega) e Stefano Patuanelli (M5s) dopo l’accordo raggiunto in maggioranza sul dl Sblocca cantieri-sisma.

ROMA (Public Policy) – Non intendo vivacchiare. Si collabori o mi dimetto: in estrema sintesi, è quanto detto ieri sera dal premier Giuseppe Conte durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi (qui trovate il testo completo). Il capo del Governo ha voluto “richiamare” all’ordine i due partiti della maggioranza, minacciando pubblicamente le sue dimissioni.

Frasi che di fatto ufficializzano lo stato di crisi sia dell’Esecutivo che dell’alleanza M5s-Lega. E infatti, subito dopo la conferenza stampa si è tenuto un vertice sul decreto Sblocca cantieri, dove è arrivato l’ennesimo strappo: non è stata possibile nessuna intesa tra Carroccio e M5s sull’emendamento leghista che vuole sospendere per due anni il Codice degli appalti. La modifica sembra esser diventata una nuova bandiera per il partito di Matteo Salvini, e del resto il ministro dell’Interno ha più volte affermato che l’attuale regolamento sui contratti pubblici “blocca il Paese”.

I 5 stelle sono contrari alla sospensione del Codice, ma gli alleati non sembrano disposti a nessuna mediazione, né tantomeno ad accantonare l’emendamento. “Il Codice degli appalti non può essere sospeso perché ci sono le direttive comunitarie, e perché le stazioni appaltanti hanno bisogno di regole” ha detto il presidente Anac, Raffaele Cantone. Ci è andato giù duro il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli: “L’emendamento presentato dalla Lega non sta in piedi e butta a mare mesi e mesi di lavoro. Questo emendamento è una follia, è contestato da tutti e fa dubitare che sia solo un pretesto per creare caos e aprire una crisi”. Da valutare l’impatto di questa ennesima rottura sull’iter del testo – contenente disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici – , che è in vigore dal 19 aprile e va convertito in legge entro il 17 giugno.

Il decreto doveva essere oggi in aula a Palazzo Madama, ma si è deciso per lo slittamento a domani dell’esame. La richiesta di rinvio è stata avanzata – questa mattina – dalla maggioranza, e la convocazione, come comunicato dalla presidenza, è stata aggiornata alle 9,30 di domani. Il rinvio ha acceso le proteste delle opposizioni: il capogruppo Pd, Andrea Marcucci, ha chiesto al presidente del Consiglio di “venire immmediatamente” in aula a riferire circa la situazione del Governo, anche alla luce della conferenza stampa di ieri. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Forza Italia. Dalle opposizioni anche la richiesta di convocare una capigruppo: la riunione dovrebbe tenersi in giornata, anche se ancora non è stato formalizzato l’orario. Tuttavia, il tempo per approvare il testo non è tantissimo, tenendo conto che dopo il via libera del Senato servirà anche il via libera della Camera. In questo scenario incerto, e con margini ridotti, il ricorso al voto di fiducia si fa sempre più probabile. (Public Policy) PAM