Affinità e divergenze tra il Comitato scientifico e il Governo

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ROMA (Public Policy) – “Ci sono delle incertezze sul valore dell’efficacia dell’uso di mascherine per la popolazione generale dovute a una limitata evidenza scientifica, sebbene le stesse siano ampiamente consigliate”.

Lo si legge in un report del Comitato tecnico scientifico in circolazione, di cui Public Policy ha preso visione, che analizza l’emergenza coronavirus.

In ogni caso, sull’uso delle mascherine, guanti e altri dispositivi di protezione individuale, i tecnici del Comitato scientifico ipotizzano due scenari: “Se l’adozione diffusa di dispositivi di protezione individuale riducesse la trasmissibilità del 25% – scrivono – gli scenari di riapertura del settore commerciale e di quello della ristorazione alla comunità potrebbe permettere un contenimento sotto la soglia solo riuscendo a limitare la trasmissione in comunità negli over 65 anni”.

Mentre “se l’adozione diffusa di dpi riducesse la trasmissibilità del 15%, gli scenari di riapertura del settore commerciali alla comunità potrebbe permettere un contenimento sotto la soglia epidemica solo riuscendo a limitare la trasmissione in comunità negli over 60 anni”.

STOP LOCKDOWN? PICCO TERAPIE INTENSIVE ENTRO L’8 GIUGNO

Se il Governo decidesse di superare del tutto il lockdown, si stima che il picco delle terapie intensive verrà raggiunto entro l’8 giugno con la richiesta di 151mila posti. Ed entro la fine dell’anno i ricoveri totali potrebbero superare quota 430 mila.

In particolare, i tecnici hanno ipotizzato oltre 90 scenari differenti. Il peggiore, di cui sopra, tiene conto della riapertura del settore manifatturiero, edile, del commercio, dei ristoranti e degli alberghi, il ritorno in ufficio (con lo stop allo smart working) e la riapertura delle scuole.

In un secondo scenario – ugualmente impattante a livello emergenziale – si prevede la riapertura dei 4 settori (manifattura, edilizia, commercio e ristorazione), lo stop al telelavoro e le scuole chiuse. In questo caso le terapie intensive si riempirebbero entro l’8 agosto con 109mila posti. Mentre se rimanesse attivo il telelavoro (scenario 3) le terapie si riempirebbero entro il 31 agosto (con oltre 85mila ricoveri).

I tre scenari porterebbero anche un aumento del tasso di contagio, ovvero il numero di persone che un positivo al virus può contagiare: 2.25 persone nel primo scenario; 1.86 nel secondo; 1.69 nel terzo.

BAR E RISTORANTI

“Assumendo che i contatti in comunità non aumentino – scrivono ancora i tecnici – la riapertura dei settori manifatturiero, edile, commercio e ristorazione avrebbe un impatto minimale sulla trasmissibilità dell’infezione. Tuttavia, mentre per il settore edile e manifatturiero questo scenario può considerarsi realistico, per il settore commerciale e di ristorazione un aumento di contatti in comunità è da considerarsi un’inevitabile conseguenza dell’apertura di tali settori al pubblico, e può potenzialmente innescare nuove epidemie“.

E GLI “AFFETTI STABILI”?

Il Comitato tecnico scientifico esclude inoltre – nel report che PP ha visionato – per la cosiddetta Fase 2 dell’emergenza coronavirus gli incontri tra congiunti, dunque familiari, fidanzati e “affetti stabili”. 

Nel documento, infatti, le previsioni e gli scenari non tengono conto delle “attività di aggregazione”, che dovrebbero rimanere “interdette“.

il report integrale del Cts: in abbonamento

SOR