Appalti, la bozza del ddl: forte riduzione delle stazioni

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di Francesco Ciaraffo

ROMA (Public Policy) – Riformare il Codice degli appalti per adeguarlo al diritto europeo e ai principi espressi dalla giurisprudenza della Corte costituzionale e delle giurisdizioni superiori, interne e sovranazionali. Inoltre, raggiungere l’obiettivo “di razionalizzare, riordinare e semplificare la disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, nonché  al fine di evitare l’avvio di procedure di infrazione da parte della Commissione europea e di giungere alla risoluzione delle procedure avviate”.

È quanto prevede il ddl delega del Governo per riformare il Codice dei contratti pubblici. La riforma era stata annunciata nelle scorse settimane dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, anche nell’ottica di interventi di attuazione del Pnrr. La delega – da attuare entro sei mesi dall’approvazione del ddl – ha quindi lo scopo di dare forma organica alla riforma del Codice del 2016, sul quale si sono susseguiti nel tempo numerosissimi interventi di modifica attraverso diversi provvedimenti.

“La riforma della normativa di riferimento si è resa necessaria non solo al fine di adeguare il settore dei contratti pubblici all’evoluzione della giurisprudenza in materia ma anche per rimediare ai problemi applicativi riscontrati a seguito dell’entrata in vigore” del Codice, si legge nella relazione illustrativa presa in visione da Public Policy, “e dei vari provvedimenti legislativi che, ancorché ispirati all’esigenza di assicurare la coerenza dell’ordinamento nazionale a quello eurounitario e di favorire una più celere realizzazione degli investimenti pubblici, hanno in più parti derogato (in alcuni casi anche in modo permanente) alla disciplina contenuta nel codice dei contratti pubblici”.

FORTE RIDUZIONE STAZIONI

“Ridefinizione e rafforzamento della disciplina in materia di qualificazione delle stazioni appaltanti, al fine di conseguirne la loro forte riduzione numerica“: è una delle previsioni della bozza. Lo stesso principio di delega stabilisce “l’accorpamento e la riorganizzazione” delle stesse stazioni appaltanti e “l’introduzione di forti incentivi all’utilizzo delle centrali di committenza e delle stazioni appaltanti ausiliarie per l’espletamento delle gare pubbliche”. Infine, si punta a anche al “potenziamento della qualificazione e della specializzazione del personale operante nelle stazioni appaltanti”.

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@fraciaraffo