Aspi pubblica e uscita graduale dei Benetton: l’intesa su Autostrade

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ROMA (Public Policy) – Ventiquattro ore dopo la decisione del Cdm sul caso Autostrade – che ha stabilito l’uscita dei Benetton dal capitale, l’ingresso di Cdp come azionista di maggioranza e una successiva quotazione in borsa – si iniziano a tirare un po’ le somme. In primis, c’è da capire quanto lo Stato pagherà per rilevare le quote, e non è un aspetto secondario dato che per due anni si è parlato di revoca della concessione (opzione non ancora del tutto archiviata). Secondo alcune stime, la quota di Aspi in mano ai Benetton varrebbe circa 8,8 miliardi, e per diventare socio di maggioranza Cassa depositi e prestiti dovrebbe varare un aumento di capitale da circa 3 miliardi.

L’uscita avviene con aumento di capitale dedicato a Cassa depositi e prestiti. E Cdp mette i soldi in Autostrade, non li dà ad Atlantia. Non compra nulla da Atlantia e allo stesso tempo Autostrade per l’Italia firma un impegno a non distribuire i dividendi. Inoltre, la famiglia Benetton dovrà pagare un cospicuo risarcimento, fissato a 3,4 miliardi di euro”, ha spiegato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, intervistato dal Corriere della Sera.  Altra questione riguarda la tempistica: il Governo ha dato mandato a Cdp di avviare entro il 27 luglio l’iter per l’uscita dei Benetton, e avrebbe anche l’obiettivo di far sbarcare in Borsa la nuova Aspi entro la fine del 2020. In generale, si stima che il completamento dell’operazione richiederà un tempo compreso tra i 6 mesi e 1 anno. I primi sviluppi sono attesi già nelle prossime due settimane, e entro fine mese si terrà anche un Cda di Atlantia.

Quanto stabilito “andrà tradotto nei prossimi giorni in un accordo chiaro e trasparente. Questa è l’unica strada che potrà impedire la revoca della concessione”, ha commentato Giuseppe Conte. Secondo il premier, con l’intesa su Aspi “avremo tariffe più eque e trasparenti, più efficienza, più controlli, e più sicurezza”. Le opposizioni non condividono la soluzione trovata e attaccano il Governo. “Nessuna revoca, tanti altri soldi pubblici spesi e, anche oggi, cantieri fermi e le solite code, in Liguria e in mezza Italia. Incapaci o complici?”, chiede polemicamente il leader della Lega, Matteo Salvini. “Su Autostrade è finita a tarallucci e vino, con un percorso solo immaginato e ancora tutto da fare, da qui a un anno è facile che il Governo non sia nemmeno più lo stesso, e con il Pd a controllare il ministero dei Trasporti, i Benetton possono dormire su due guanciali”, afferma Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.

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PAM