Bielorussia, l’opposizione fa il suo ingresso a Montecitorio

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ROMA (Public Policy) – Attenzione verso l’incarcerazione degli oppositori, l’influenza dei media russi e il rispetto dei diritti umani. Oltre alla richiesta di sanzioni economiche nei confronti del regime e al riconoscimento di Svetlana Tikhanovskaya come leader. Queste alcune delle richieste di esponenti dell’opposizione bielorussa auditi mercoledì mattina in commissione Esteri a Montecitorio.

La scorsa settimana la III commissione ha infatti votato a favore di una risoluzione, con voto unanime di tutti i gruppi presenti, che impegna il Governo a richiedere al regime di Lukashenko la cessazione di ogni condotta repressiva dei diritti e delle libertà civili della popolazione bielorussa e il riconoscimento dei diritti e delle prerogative dell’opposizione.

“Molti stanno lasciando il Paese per motivi politici. Il presidente Lukashenko sta strangolando la libertà d’espressione nella società civile. L’Europa rischia di avere un grosso aumento di rifugiati provenienti dalla Bielorussia: questo aspetto non va trascurato”, ha affermato in collegamento video Andrej Stryzhak, tra i membri della piattaforma civica “Gruppo di coordinamento dell’opposizione in Bielorussia”.

“Il movimento di protesta riguarda oltre 700mila persone che ogni settimana si riversano sulle strade. Proteste di queste entità non si sono mai viste. Possono paragonarsi alle proteste di fine anni ’80 e inizio ‘90 quando si lottava per l’indipendenza dalla Russia”, ha raccontato in collegamento video Francisak Viacorka, membro dello staff della candidata dell’opposizione Svetlana Tikhanovskaya. Viacorka ha spiegato che, oltre all’”opposizione istituzionale”, ci sono diversi gruppi che oppongono resistenza al regime. “Studenti, donne, intellettuali e sportivi: ogni gruppo oppone resistenza in maniera diversa. C’è chi abbandona il proprio posto di lavoro oppure chi firma petizioni”.

All’indomani dell’arresto di Antonina Konovalova, collaboratrice dellla leader dell’opposizione, “gradiremmo dei segnali che indicassero che Svetlana Tikhanovskaya venga riconosciuta come leader del popolo bielorusso. Sarebbe un messaggio molto forte per il regime. Lukashenko non negozia, ma le gente che lo circonda sta cercando una via d’uscita”.

“L’Italia è un partner commerciale importante per la Bielorussia. Bisognerebbe pensare a sanzioni economiche o dirette. Allo stesso tempo occorre mantenere un dialogo con la società civile”, ha affermato Viacorka. L’esponente dell’opposizione ha rilevato l’aumento della “presenza russa sui media”. “Soltanto i media russi televisivi possono documentare le proteste. Sono diventati l’arma di Lukashenko per cercare di sopprimere le proteste”.

“Noi, per motivi politici, ci troviamo di fronte a un bisogno di sostegno economico. Mai, nella storia dei social media e della società civile, si sono raccolte cifre come la nostra, ovvero 5 milioni di dollari”, ha affermato Stryzhak. “Ci sono migliaia di persone che chiedono aiuto. Si tratta di un processo veramente complesso che può essere portato a buon fine solo con il sostegno della nostra diaspora. Oggi sono uniti tutti i nostri concittadini”. (Public Policy) RIC